Migranti, a settembre un aumento del 16 per cento

Nel mese di settembre i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo sono aumentati del 16% rispetto al mese di agosto raggiungendo quindi quota 2.280.

I numeri sono stati forniti da Frontex, che ha voluto evidenziare come nei primi nove mesi dell’anno, si tengono in considerazione quindi anche i risultati ottenuti da Salvini, il numero di persone che hanno superato il Mediterraneo è di 9.700 persone, meno della metà rispetto allo stesso periodo ma dell’anno precedente. I numeri testimoniano che nelle ultime settimane, per la precisione dall’avvicendamento Lega-Pd al governo, il numero degli sbarchi in Italia è aumentato in maniera esponenziale.

 Solo nelle ultime ore a Lampedusa sono arrivati oltre 170 migranti soccorsi dalle motovedette italiane nel Canale di Sicilia. L’imbarcazione, cui Malta aveva negato un porto per lo sbarco, ha raggiunto l’isola italiana scortata dalle autorità. Le persone che erano a bordo del barchino si trovano ora nell’hot spot locale. Nelle stesse ore la nave Ocean Viking ha terminato il viaggio verso Taranto dopo che aveva soccorso altri 170 migranti circa al largo della Libia. Le autorità italiane hanno dato il via libera all’approdo e allo sbarco delle persone in attesa di trovare un accordo a livello europeo per l’accoglienza e la redistribuzione.

Una donna nigeriana incinta di sette mesi in attesa di due gemelli, fuggita da un campo di detenzione in Libia, dopo aver visto morire il marito sotto un bombardamento. Un ragazzo di 15 anni, anch’egli nigeriano, fuggito attraverso il deserto, catturato dai trafficanti di uomini, ridotto in schiavitù, torturato e prigioniero per due anni in un centro di detenzione. Un uomo cui hanno tolto i denti, uno alla volta, per chiedere il riscatto alla famiglia. Sono alcune storie raccolte dagli operatori delle Ong Sos Méditerranée e Medici senza frontiere a bordo della Ocean Viking, la nave battente bandiera norvegese sbarcata a Taranto con il carico di 176 migranti.

“Li abbiamo salvati in due operazioni diverse –  spiega Luisa Albera, coordinatrice di ricerca e salvataggio per Sos Méditerranée a bordo dell’imbarcazione – una avvenuta di notte e un’altra di giorno, sempre al largo della Libia. Ognuno di loro è una storia. La donna l’abbiamo salvata, assieme ad altri, a 50 miglia dalle coste libiche, vicino a una piattaforma petrolifera. Su quella c’era anche il 15enne detenuto e venduto come schiavo più volte. Ora è solo. Ognuna di queste persone ha alle spalle storie raccapriccianti”.

Come quelle delle persone a bordo della prima imbarcazione soccorsa, di notte, e oramai alla deriva. Avevano inalato benzina ed erano in condizioni fisiche pessime.

E c’è anche la storia del migrante cui i carcerieri hanno tolto i denti, uno alla volta, per chiedere il riscatto alla famiglia, come racconta Juan Pablo, operatore argentino di Medici senza frontiere.

“Questi disperati che arrivano sui barconi – conferma Ndoffen Diouff, mediatore culturale per l’associazione Babele di Taranto –  passano di mano a mano dai trafficanti di esseri umani che li rendono schiavi, e per riacquistare la libertà devono pagare un prezzo altissimo. In alto mare – aggiunge – succede di tutto: vengono picchiati e umiliati e chi si ribella viene ucciso. Ma sono esseri umani, fuggono dalla guerra e dalla miseria e vengono in Europa per recuperare diritti fondamentali e sperare in una vita migliore”

Su 176 migranti sbarcati a Taranto 32 sono minori, tra cui tre bambini sotto i cinque anni, due con meno di dodici, 24 tra i 16 e i 17 e tre tra i 15 e i 16 anni.

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