Migranti: a Lampedusa arrivate 250 persone, il sindaco chiude l’hot spot

Sono ripresi a pieno ritmo gli sbarchi su Lampedusa. Fra la notte scorsa e l’alba si sono registrati sette sbarchi autonomi direttamente sulla terraferma e il soccorso di un barchino nelle acque antistanti all’isola. Con gli otto sbarchi, l’ultimo con 52 migranti è in corso, sono giunte 250 persone circa. Nell’hotspot di contrada Imbriacola ci sono ora 950 persone.

“Bisogna svuotare immediatamente l’hot spot di Lampedusa dove per ora sono ospitate circa 950 persone”,  dice il sindaco delle Pelagie Toto’ Martello secondo cui “non possiamo aspettare la nave domani perchè non sappiamo cosà accadrà per tutta la giornata e di notte. Non si possono tenere 1.000 persone dove possono esserne ospitate 95″. Non capisco – aggiunge – perchè il presidente del Consiglio non dichiari lo stato di emergenza considerato che in due settimane abbiamo avuto 250 sbarchi. Cinquemila persone in 28 giorni numero superiore al 2011: in quel caso il governo dichiarò lo stato di emergenza”. Proprio per questa emergenza il sindaco ha chiuso il centro. ‘Chi arriva starà sul molo’, ha precisato.

 Lampedusa è la  frontiera dell’emergenza migranti che sta interessando l’Italia in queste settimane. Nella notte tra il 31 luglio e il 1 agosto 250 persone hanno raggiunto l’isola con otto sbarchi autonomi.

Nella notte tra sabato e domenica,  come detto, altre 250 persone hanno raggiunto Lampedusa con almeno sette sbarchi autonomi e un soccorso in mare da parte delle autorità che hanno raggiunto una piccola imbarcazione in difficoltà al largo delle coste dell’isola. Il totale degli sbarchi sale quindi a otto in poche ore.

In prima linea nella lotta all’emergenza migranti ci sono Lamorgese e Di Maio, ministro dell’Interno e degli Esteri.  I due negli ultimi giorni hanno presentato a mezzo stampa piani e strategie non proprio unitarie per la risoluzione del problema. Luigi Di Maio chiede a gran voce che vengano tagliati i fondi della cooperazione internazionale destinati alla Tunisia, da dove si registra al momento il più alto numero di partenze verso l’Italia. A distanza di poche ore, dalle colonne del ‘Corriere della Sera’, il titolare della Farnesina avrebbe chiesto il sequestro e la distruzione dei barchini e dei gommoni. Operazione che ovviamente dovrebbe essere fatta in Tunisia. Ossia in un Paese attualmente allo sbando. Tradotto, la richiesta di Di Maio – realisticamente parlando – sembra destinata a cadere nel vuoto. Le dichiarazioni del ministro degli Esteri arrivano quasi nelle stesse ore durante le quali Luciana Lamorgese si impegnava con il governo tunisino a collaborare per risolvere il problema. Una collaborazione che passerebbe anche per un piano di aiuti destinati a un Paese nella morsa dell’emergenza economica e sociale.

A fare notizia, ormai da giorni, è il silenzio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sull’emergenza migranti che rischia di avere ripercussioni anche sull’ordine pubblico. Messo a dura prova dalla crescente tensione sociale.

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