Michetti lascia il confronto tra candidati sindaci: ‘È una rissa’

Il candidato sindaco di Roma per il centrodestra Enrico Michetti abbandona sul più bello il confronto con i rivali nella corsa al Campidoglio Virginia Raggi, Carlo Calenda e Roberto Gualtieri. Il video del clamoroso gesto del candidato di FdI, Lega e Forza Italia è diventato rapidamente virale.

Michetti si alza e se ne va, sbottando e allargando  le braccia. Un gesto plateale, davanti a una platea numerosa. Michetti abbandona nell’esatto in cui il confronto si è avvitato in uno scambio serrato tra Calenda e Gualtieri sull’impiantistica relativa ai rifiuti per risolvere la crisi della città e il ruolo della Regione Lazio.

«No, la rissa no», ha detto Michetti alzandosi dalla sedia e abbandonando il palchetto allestito nella casa dell’Architettura, mentre Gualtieri e Calenda continuavano a confrontarsi sui contenuti dei propri programmi. «Calenda fai il cerchiobottista, nel dire che sui rifiuti le responsabilità di Comune e Regione sono uguali. Voglio capire se sei d’accordo col tuo programma o coi Tweet contro di me», ha chiosato Gualtieri. Mentre Michetti se ne andava Calenda ha commentato: «Non è una rissa, è un vivace dibattito. Mica se po parla solo de chi vedo, dove vado, con chi piglio il caffè». Eppure il convegno, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Roma nell’ambito della terza edizione di Spam Restart, era un’occasione straordinaria per parlare di problemi e soluzioni importanti per la Capitale.

«Se si hanno cinque minuti per uno si rispettano le regole e ognuno esprime la sua posizione – ha poi spiegato ai cronisti prima di lasciare la Casa dell’Architettura – Se diventa un contraddittorio dal quale si è esclusi…”.“Roma vanta peculiarità uniche. Per cultura, architettura, storia, eccellenze eno-gastronimiche. Dobbiamo recuperare anni di inefficienza e stasi.  E stimolare le sinergie con il settore privato”. Così Enrico Michetti, ospite al Festival dell’Architettura.  Ma il clima si è fatto rovente e a un certo punto Michetti ha abbandonato il confronto.

“Sono pronto al confronto con gli altri candidati. Noi porteremo la nostra visione, i nostri progetti e la nostra voglia di far rinascere città. Per una Roma più libera, più pulita, più sicura.”, scriveva il candidato del centrodestra su Facebook poco prima dell’incontro. E spiazza gli ‘avversari” con un programma chiaro, coerente, senza polemiche ideologiche. Si può demolire e ricostruire, dice Michetti davanti alla platea di architetti. “Ma bisogna avere una visione. Posso demolire questo manufatto del 900 ma devo sapere cosa voglio fare. Non devo farlo per foraggiare la speculazione edilizia”. La bussola è chiara: risanare la Capitale con pragmatismo. All’insegna del fare. Con un’dentità forte alle spalle. E ancora snellire la burocrazia infernale. “Gli amministratori devono essere al servizio dei cittadini. Non stressarli con regole, codici e codicilli che scoraggiano qualsiasi iniziativa”.

In evidente difficoltà la sindaca uscente, Virginia Raggi. Che, come da copione, esibisce come una scolaretta “le tante cose fatte” in questi anni. “Sull’urbanistica puntiamo sulla rigenerazione e sulla qualità, sulla sostenibilità”, ha detto durante l’incontro promosso dall’Ordine degli Architetti di Roma e provincia. “Credo che Roma sia paragonabile a una Ferrari. Cche quando sono arrivata era ferma, poi l’ho ricostruita, fatta camminare e ora dobbiamo farla correre”, dice la sindaca grillina tra lo stupore dei presenti.

Nulla di nuovo da Carlo Calenda. Che si concentra sul dramma del trasporto pubblico. “Con nemmeno un km di metropolitana progettato, la crisi dei rifiuti continua. La raccolta differenziata disastrosa. La manutenzione del verde e da giungla urbana. Una città che dal punto di vista economico cresce meno del Paese che rappresenta” e che dal punto di vista dei servizi “è assente”. Una fotografia spietata che il candidato ex Pd si candida , neanche a dirlo, a trasformare in un’opera d’arte. Peccato che nei sondaggi continui ad arrancare.

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