Meloni: ‘Siamo sulla strada giusta. I dati sul lavoro fanno sorridere l’Italia’

In Italia più lavoratori e meno disoccupazione. Con il governo Meloni l’Italia continua a sorridere sul tema dell’occupazione come non accadeva da anni. A conferma del cambio di tendenza ci sono gli ultimi dati diffusi dall’Istat: il tasso di occupazione registrato nella media 2025 è al 62,5%, il valore più alto dall’inizio delle serie storiche partite nel 2004. Contemporaneamente il tasso di disoccupazione nella media dell’anno è sceso al 6,1% attestandosi sui valori minimi già toccati nel 2007.

Meloni: Nel 2025 185mila lavoratori in più

Tra i primi a intervenire dopo la diffusione dell’analisi trimestrale c’è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che non nasconde sui social la sua soddisfazione: «L’ultima rilevazione ISTAT sul mercato del lavoro, diffusa con il report sul IV trimestre 2025, conferma segnali incoraggianti. Nella media del 2025 gli occupati sono aumentati di 185 mila unità, mentre il tasso di occupazione è salito al 62,5% e la disoccupazione è scesa al 6,1%. Dati che continuano a indicare una tendenza positiva. Sappiamo bene che la strada da percorrere è ancora lunga e che resta molto da fare per rafforzare la crescita, migliorare la qualità dell’occupazione e creare sempre più opportunità. Ma questi numeri confermano che la direzione intrapresa è quella giusta. Continueremo a lavorare con determinazione per sostenere lavoro, imprese e crescita».

Bene l’occupazione soprattutto al Sud

Oltre ai numeri generali è anche il dettaglio territoriale a segnale un cambio di tendenza netto rispetto al passato, perché a crescere è soprattutto il Sud d’Italia. Dati che secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra «confermano che il Mezzogiorno continua a vivere una fase particolarmente positiva dal punto di vista occupazionale». Nel 2025 il Sud registra il maggior incremento del tasso di occupazione, con un aumento di 0,7 punti , rispetto al +0,1 del Centro e del Nord, mantenendosi sui livelli del massimo storico e attestandosi al 50,0 per cento. Un segnale positivo relativo alla vitalità del mercato del lavoro meridionale emerge anche dalla riduzione del tasso di inattività: nel 2025, il Mezzogiorno è l’unica area del Paese a registrare un decremento degli inattivi (-0,3 punti).

Bene anche l’occupazione femminile

A sostenere questa dinamica di crescita contribuisce anche l’aumento dell’occupazione femminile, con un incremento di 0,9 punti rispetto al quarto trimestre 2024. Infine, sempre nel 2025, si riduce di 0,6 punti il divario tra Nord e Sud in termini di tasso di occupazione e disoccupazione, un segnale di progressiva convergenza territoriale relativa al mercato del lavoro. «Le dinamiche occupazionali favorevoli rappresentate da Istat dimostrano che gli strumenti messi in campo dal governo Meloni, per sostenere crescita e sviluppo, continuano a produrre i risultati sperati: mi riferisco per esempio alla Zes unica Mezzogiorno, agli sgravi contributivi maggiorati in area Zes per incentivare l’occupazione di giovani e donne e alle iniziative per agevolare nuove attività imprenditoriali», conclude Sbarra.

Più occupanti meno disoccupati

Nei dati provvisori di gennaio 2026, rispetto al mese precedente, l’aumento del numero di occupati (+0,3%) e del relativo tasso (+0,2 punti) si associa alla diminuzione del tasso di disoccupazione (-0,4 punti) e alla crescita di quello di inattività 15-64 anni (+0,1 punti).

Imprese: crescita posizioni dipendenti

Dal lato delle imprese, nel quarto trimestre 2025 si osserva la crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti (+0,3%), lievemente superiore per la componente a tempo parziale (+0,5%) rispetto a quella a tempo pieno (+0,3%), portando la quota delle posizioni a tempo parziale sul totale delle posizioni a 28,9% (+0,1 punti).

Nel 2025 aumento degli occupanti pari a 185mila

Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,9%, in aumento rispetto al trimestre precedente (+0,1%) e in diminuzione nel confronto tendenziale (-0,1%). Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) registra un aumento rispetto al trimestre precedente (+0,3%), di pari entità nelle retribuzioni e nei contributi sociali. Su base annua, la crescita del costo del lavoro (+2,9%) è più intensa per i contributi sociali (+4,2%) rispetto alle retribuzioni (+2,5%). Nella media 2025, l’aumento degli occupati, pari a 185 mila unità (+0,8% in un anno), si associa alla riduzione sia dei disoccupati (-88 mila, -5,3%) sia degli inattivi di 15-64 anni (-58 mila, -0,5%). Il tasso di occupazione 15-64 anni sale al 62,5% (+0,3 punti in un anno) e scendono i tassi di disoccupazione (6,1%, -0,4 punti) e di inattività 15-64 anni (33,3%, -0,1 punti).

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