Giorgia Meloni torna a Palazzo Chigi con un’agenda fitta di dossier che scandiscono la ripresa politica.
Il rientro politico è fissato al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, dove per la prima volta Meloni interverrà da presidente del Consiglio. L’ultima volta era salita sul palco nel 2022, alla vigilia delle elezioni politiche. Un discorso atteso, soprattutto dopo la strigliata all’Europa lanciato nello stesso summit da Mario Draghi. E sarà proprio il futuro dell’Ue uno dei temi centrali dell’intervento, insieme alle riforme e alla politica internazionale. Sul tavolo anche le crisi globali, dall’Ucraina a Gaza.
Giovedì seguirà il Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno dovrebbero esserci solo provvedimenti in scadenza e il via libera alla riforma del ministero degli Esteri, in particolare dopo l’irritazione dell’Eliseo per le parole di Matteo Salvini su Emmanuel Macron. Mentre sul fronte interno, la premier dovrà affrontare alcuni dossier scottanti come le ultime vicende che hanno interessato il ministro della Salute Orazio Schillaci, contestato da FdI e Lega per la revoca delle nomine del Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (Nitag). Sullo sfondo ci sono anche le prime frizioni in vista della manovra, con le scintille tra la Lega e Forza Italia sulle ipotesi di intervento sulle banche. Il Carroccio spinge per la rottamazione delle cartelle esattoriali, mentre Antonio Tajani frena. “Per principio sono contrario ad evocare la parola tassa. Le banche devono fare il loro dovere come tutti i cittadini e le imprese. Accanirsi contro le banche non ha alcun significato” ha affermato il leader azzurro.
Sul tavolo anche la partita delle Regionali. Il nodo più delicato resta il Veneto. L’ipotesi che prende quota è quella di una concessione del territorio da parte di FdI alla Lega. Il Carroccio punta sul segretario della Liga veneta Alberto Stefani, con l’intento di mantenere una certa continuità con il governatore uscente Luca Zaia. Mentre in Forza Italia e in Fratelli d’Italia cresce l’interesse verso profili più istituzionali, come quello del presidente della Camera Lorenzo Fontana, che finora ha escluso ogni candidatura.
«La “rivoluzione del fare” è possibile dopo 55 anni di monocolore. L’abbiamo fatta a Pistoia nel 2017, dopo 72 anni, unendo partiti e tante persone della società civile, anche di sinistra, che volevano cambiare. Quel sentimento popolare che sentivo allora, lo sto sentendo anche oggi».
All’indomani dell’ufficializzazione della sua candidatura per il centrodestra alla presidenza della Toscana, il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, parla della voglia di cambiamento che attraversa il territorio e che gli fa dire che «io ci credo». La partita contro Eugenio Giani, governatore uscente, ricandidato dal Pd dopo un faticoso braccio di ferro – e una genuflessione – con il M5s, «è aperta» a dispetto di certa narrazione che vorrebbe la Toscana come non contendibile.
Chi è Alessandro Tomasi
Tomasi nell’ultima classifica di gradimento dei sindaci del Sole 24 ore è risultato essere il primo cittadino più amato della Toscana. Quarantasette anni, sposato, due figli, è laureato in Scienze politiche. La politica è una passione che coltiva e pratica fin da giovanissimo, prima nelle file del movimento studentesco della destra e poi nell’amministrazione, dove è stato eletto la prima volta nel 2007. Oltre che sindaco di Pistoia, è coordinatore regionale di FdI della Toscana.
«Possiamo generare entusiasmo, mentre gli altri sono attorcigliati al potere. Il Pd e i 5 Stelle, con il patto firmato sulla testa dei toscani, vogliono dare il reddito di cittadinanza sperperando ancora risorse e impoverendo questa terra. Noi, al contrario, vogliamo creare le condizioni di formazione e di occupazione affinché i nostri ragazzi restino qui e non siano costretti a emigrare altrove», ha spiegato Tomasi, in un’intervista al Corriere della Sera.
«Convincerò anche le persone del centrosinistra», ha aggiunto, assicurando che i sondaggi che danno il centrosinistra in vantaggio si possono sovvertire. «Ci sono tante persone nel mondo della sanità, del volontariato e dell’impresa che fanno i conti tutti i giorni con quello che accade, li incontro tutti i giorni: vogliono cambiare», ha chiarito l’esponente di FdI, elencando quelli che saranno i temi centrali della sua campagna elettorale: «Una sanità pubblica davvero accessibile a tutti, sul taglio agli sprechi e l’investimento sui servizi, sullo sviluppo economico e il lavoro, sulle infrastrutture, sulle opere per il contrasto al rischio alluvione, sul diritto alla casa e le politiche dell’abitare».
Il centrodestra, si leggeva nel comunicato della coalizione che ha ufficializzato la candidatura, «si presenta come un’alternativa forte e credibile, pronto a governare la Toscana con la stessa efficacia e buon senso che già dimostra in tanti capoluoghi e città importanti della regione, dove i nostri amministratori sono apprezzati e riconfermati. Siamo una coalizione che ha lavorato con profitto, dimostrando di saper costruire e non solo protestare».
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.