Meloni, il centrodestra è coeso, solido e pronto a governare

Giorgia Meloni, intervistata alla festa nazionale della Confederazione Aepi  torna a ribadire punti del fermi del programma di Fdi, solidità dei rapporti tra gli alleati della coalizione di centrodestra, e fermezza degli obiettivi politici che si prefigge e che è quotidianamente chiamata spiegare a causa di una campagna elettorale avvelenata. Un lungo momento che, anziché di dibattito e confronto, si è trasformata in un’arena da dove i protagonisti della sinistra hanno lanciato insulti e minacce. L’ultimo vergognoso caso, ma solo in ordine cronologico: l’uscita di Emiliano sul palco di un comizio del Pd, con Letta plaudente, che evocava la Puglia presidio dem definita la Stalingrado del Belpaese, da cui far “sputare sangue” agli avversari…  La Meloni rilancia con la schiettezza che contraddistingue la sua comunicazione: «Per quanto riguarda Salvini e Berlusconi mi sento assolutamente ottimista. Credo assolutamente che non ci saranno problemi. Ci può essere adesso qualche piccola polemica, ma siamo in campagna elettorale: è normale che ciascun partito cerchi di segnalare la sua diversità anche rispetto agli alleati. In una cornice, però, nella quale sappiamo che sulle grandi materie siamo tutti d’accordo. Il che è quello che fa la differenza tra noi e il campo avverso. Sia Berlusconi che Salvini – aggiunge infatti la leader di Fdi – che sono persone che la politica la conoscono bene, che amano questa Nazione, credo si rendano conto che se ci fosse un Governo di centrodestra noi avremmo una situazione molto complessa da gestire. E anche pochi amici per gestirla. Quindi non credo che ci si potrebbe dedicare a scaramucce tra di noi. Su questo sono lucida io, e sono certa siano lucidi anche loro. Ovviamente – continua Meloni – se ci arriviamo noi il governo sarà politico, non fosse altro perché c’è una maggioranza chiara. Un programma chiaro. Una visione chiara. Ci sarà un presidente del Consiglio espressione della politica. E ci saranno ministri politici. Giorgia Meloni è pronta per andare a Palazzo Chigi. Come sarà la sua squadra? È la stessa leader di Fratelli d’Italia a spiegarlo: ‘Non ci possiamo permettere una squadra di governo debole. FdI ha una classe dirigente adeguata. In alcuni casi potremo valutare personalità, nel campo dei conservatori, che non sono state elette. Questo lo valuteremo in un secondo momento sulla base dei risultati elettorali. Dobbiamo trovare qualcosa di diverso rispetto a Toninelli. Io voglio il meglio per questa Nazione, noi siamo in una fase in cui non possiamo permetterci di immaginare una squadra di governo debole. Abbiamo una situazione nella quale dobbiamo produrre il meglio che questa nazione offra, per cui se ci saranno competenze, persone che magari hanno fatto un percorso meno politico del nostro ma che sono le migliori per realizzare quella visione politica, non ho problemi e non mi faccio preclusioni di alcun genere’.  E  tira una bordata al leader del Terzo polo: “Mi fa sorridere Calenda che dice se si vota il centrodestra si vota la Meloni, se si vota per noi si vota Draghi: ma con quale maggioranza? Quindi Calenda ci sta dicendo che lui sta facendo la campagna elettorale contro il Pd e contro il M5s e poi si rimetterebbe con il Pd e con il M5s? Perché i numeri questo dicono, per cui bisogna essere chiari, perché questi sono giochetti che abbiamo già visto, diteci con quale maggioranza vi rimettereste insieme, il Pd, i Cinquestelle, con chi sono disposti a governare. Sono dieci anni che dico mai con il Pd, mi fanno molto sorridere queste ricostruzioni per cui Fratelli d’Italia starebbe lavorando in segreto ad un governo con il Pd. Qui si parte dal presupposto che comunque vadano le elezioni il Pd deve governare, lo vogliamo mettere in Costituzione che il Pd deve stare al governo? Perché questi sono giochetti che abbiamo già visto. Diteci con quale maggioranza vi rimettereste insieme, il Pd, i Cinquestelle, con chi sono disposti a governare». Non solo. Se c’è confusione nelle asserzioni degli avversari su alleanze e ipotesi di governo, altrettanta – se non di più – se ne fa sui media in merito alla posizione di Giorgia Meloni e sulle future ipotesi di governo. Tanto che lei stessa rileva: «Un giorno sono draghiana. Il giorno dopo sono fascista. Sono ricostruzioni fantasiose, tutti sanno chi siamo. Semplicemente Fratelli d’Italia e la sottoscritta sono molto diversi da come sono stati raccontati, e da come vengono etichettati ogni giorno». Rispetto alle minacce firmate anche Brigate Rosse «io storicamente non ho paura di niente, però sono francamente abbastanza innervosita, basita, di fronte alla irresponsabilità della classe dirigente di sinistra in questa campagna elettorale. Sono scioccata dal fatto che, mentre io per esempio sono stata linciata per mesi per aver alzato troppo la voce durante un comizio, qualche giorno fa, come dicevo,  il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, abbia detto durante un convegno, mentre Letta lo applaudiva convinto, che noi, indipendentemente da come finiranno le elezioni, dobbiamo «sputare sangue», e che la Puglia sarà la Stalingrado d’Italia. Se gli italiani lo vorranno, sta per finire l’Italia nella quale la sinistra ha più diritti degli altri. Quando ho chiesto a Enrico Letta di prendere le distanze da queste parole – ha aggiunto la leader di Fdi – ha ritenuto di non farlo, quando è stato chiesto a Michele Emiliano, forse ha esagerato, ha detto di no. Si immagina cosa sarebbe accaduto se io avessi usato un’espressione del genere? Se gli italiani lo vorranno sta per finire l’Italia nella quale la sinistra ha più diritti degli altri. La stagione nella quale se sei di sinistra, se ha la tessera del Pd, pensi di avere più occasioni degli altri. Voglio un’Italia nella quale tutti abbiano le stesse occasioni e gli stessi diritti. Io voglio un’Italia nella quale tutti abbiano le stesse occasioni e gli stessi diritti e sono convinta che il nervosismo della sinistra dipenda esattamente da questo, dall’ipotesi che stia finendo il loro sistema di potere, per cui non sono preoccupata da quello che accadrà nei prossimi giorni, ma sono sicuramente abbastanza dispiaciuta – ha concluso – del fatto che la sinistra italiana abbia scelto in questa campagna elettorale di diventare un partito estremista.

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