Meloni gela Salvini e Berlusconi: “Così nessun governo di centrodestra”

Giorgia Meloni denuncia “la macchina del fango che colpirà Fratelli d’Italia di qui alle elezioni”, puntando il dito contro il centrosinistra i media, ma i problemi veri li ha dentro il cortile del centrodestra. Dove Lega e Forza Italia non fremono certo per consegnarle la leadership della coalizione, e pensando anzi di unire i propri voti per bilanciare la forza di Fratelli d’Italia, dato come primo partito, leggermente più avanti del Pd, nei sondaggi più recenti.

La leader di Fratelli d’Italia, che avrebbe già in mente una lista di ministri per un suo eventuale governo,  sente puzza di bruciato all’interno della sua stessa coalizione. Segnatamente sulle modalità di scelta del candidato premier del centrodestra eventualmente vincitore alle elezioni. Fino al 2018 la regola è stata semplice: chi prende un voto in più esprime il premier. Adesso però in vantaggio nei sondaggi c’è Fratelli d’Italia e gli alleati fanno resistenza. In Forza Italia l’idea è quella di chiedere che a esprimere il premier non sia il partito che avrà preso più voti a livello di lista, ma quello che avrà più parlamentari tra Camera e Senato. Se FI e Lega dovessero formare un unico gruppo parlamentare dopo le elezioni, potrebbero avere più eletti di FdI e a quel punto rivendicare la premiership. Al netto del fatto che Silvio Berlusconi è convinto di essere ancora il più indicato per fare il premier, o quanto meno il king maker.

E del resto Berlusconi, che continua a perdere i  pezzi  punta parecchio su Tajani, ben conosciuto a Bruxelles e negli ambienti comunitari al contrario della ‘temuta’ Meloni, che ha sponde importanti più negli Usa che in Ue. Sarebbe un modo ulteriore per rivendicare la guida della coalizione, con Salvini pronto a salire sul carro. Ignazio La Russa, senatore meloniano, mette le cose in chiaro: “Chiediamo che non cambino le regole né sui collegi né su come si sceglie un candidato”.

Così, dopo La Russa, è la stessa Meloni a cercare di mettere le cose in chiaro: “Se non dovessimo riuscire a metterci d’accordo su questo, non avrebbe senso andare al governo insieme. Confido che si vorranno confermare, anche per ragioni di tempo, regole che nel centrodestra hanno sempre funzionato, che noi abbiamo sempre rispettato e che non si capisce per quale ragione dovrebbero cambiare oggi”, aggiunge. Il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida, fornisce la seguente traccia: “I sondaggi dicono che FdI vale il 50% della coalizione. Poi, ci possono essere degli aggiustamenti ma occorre partire da qui”.

Secondo il sito Dagospia, la contromossa della Meloni potrebbe avre il nome di Letizia Moratti. “In caso di vittoria del centrodestra – si legge nel ‘Dagoreport’ – la Meloni scoprirà la carta della 72enne assessora regionale alla Salute e vicepresidente della Lombardia. A quel punto, inalberando il maggior numero di voti ottenuti da Fratelli d’Italia, con Salvini e Berlusconi la Meloni avrà gioco facile: dite di no alla Moratti? Bene. E io non ci sto a fare il governo. Fatevelo da soli. Punto”.

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