“A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence“. Il governo italiano non perde tempo e si ritrova per fare il punto della situazione su quanto sta accadendo in Iran e in Israele. La conferenza telefonica è durata circa mezz’ora e al termine Palazzo Chigi ha diffuso una nota stampa: “Nel corso della conversazione è stata analizzata la situazione nel suo complesso, a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente” si legge nel testo diffuso “Il Governo invita tutti i connazionali alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle Ambasciate d’Italia nella regione e dalla Farnesina. In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”. Il governo da sapere che “Il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni.
Dopo settimane di annunci, minacce, spostamenti di uomini, navi e aerei nella regione mediorientale e tre round di colloqui indiretti per scongiurare il ricorso alla via militare, Usa e Israele hanno rotto gli indugi, lanciando all’alba di sabato una vasta e coordinata operazione contro l’Iran. Bombardamenti su decine di obiettivi in tutto il Paese, con relativa controffensiva iraniana
Abbattere il regime di Teheran ed eliminare la Guida Suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei, sarebbero gli obiettivi principali dell’operazione “Epic Fury”, condotta dall’esercito statunitense insieme all’IDF israeliano. Trump ha seguito l’attacco nella ‘situation room’ allestita nel suo resort di Mar-a-Lago, in Florida, insieme al capo dello stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, e il capo del Pentagono Pete Hegseth.
Il presidente americano ha anche inviato un messaggio al popolo iraniano, tramite Truth: «Il vostro momento di libertà è vicino, non uscite di casa perché ci saranno bombe ovunque. Quando avremo finito, prenderete il controllo: questa è la vostra opportunità».
Israele ha utilizzatocirca 200 caccia, compiendo quello che è stato definito il più grande sorvolo militare nella storia dell’Aeronautica Militare israeliana. Per la Mezzaluna rossa i morti iraniani sarebbero oltre duecento. A Teheran si registrano scene di un massiccio esodo dopo che i 9 milioni di abitanti sono stati invitati, via sms, ad abbandonare la Capitale.
L’offensiva congiunta di Usa e Israele ha interessato l’intero territorio iraniano, scatenando una risposta immediata e decisa del regime di Teheran contro basi militari statunitensi, città israeliane e obiettivi dei loro alleati nel Golfo. Missili e droni sono stati lanciati su Tel Aviv e sulle basi americane nel Golfo: Doha, Barhein, Kuwait City. A Dubai è stato colpito un palazzo sull’isola artificiale di Palm Jumeirah. Bloccato nell’Emirato anche il ministro della Difesa Guido Crosetto insieme a molti italiani. Le conseguenze si sono fatte sentire anche con la chiusura dello Stretto di Hormuz. dove passa la gran parte del petrolio.
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