Meloni alla Cna: ‘Gli artigiani e le piccole e medie imprese sono l’ossatura della nazione’

“Considero da sempre gli artigiani e le piccole e medie imprese l’ossatura della Nazione. La spina dorsale fatta di uomini, donne e famiglie che consente all’Italia di essere prospera e produrre posti di lavoro. Voi non avete fatto mai mancare il vostro contributo. E noi non faremo mancare la nostra disponibilità ad ascoltare e comprendere”. Così la premier Giorgia Meloni intervenendo all’assemblea nazionale della Cna (confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa).

“L’artigianato e le Pmi sono il fiore all’occhiello della nostra Nazione, lo dicono i numeri”, sottolineala premier. “Senza di loro non esisterebbe il Made in Italy. L’Italia non potrebbe contare su un patrimonio di conoscenze e innovazione che ci permette di essere apprezzati sul mercato internazionale. Siete un patrimonio che questo governo vuole ascoltare e valorizzare”.

“C’è un problema di salari che non si risolve con il salario minimo orario. Credo che in cuor loro lo sappiano anche coloro che oggi dicono che è la cosa più importante che si possa fare. Ma quando erano al governo loro si sono ben guardati dal realizzare questa misura”. Meloni dal palco della Cna non manca di pungolare le opposizioni sul terreno minato dell’occupazione.

“In questi 75 anni sono cambiati i protagonisti, le leggi elettorali, i partiti, però l’instabilità è rimasta sempre la stessa. L’unica cosa che non è mai cambiata è la base del sistema, cioè la Costituzione”, puntualizza Meloni. “Ed è qui che ora abbiamo avuto il coraggio di intervenire, per questo abbiamo varato la riforma costituzionale”. La premier si dilunga a illustrare il senso della riforma costituzionale messa a punto dal Consiglio dei ministri.

“Su questa riforma noi cercheremo il consenso ampio necessario in Parlamento. Ma se non sarà possibile saranno gli italiani a doversi esprimere con un referendum. Dunque sarete anche voi a dirci se volete mettere fine alla stagione dei giochi di palazzo, dei ribaltoni, delle maggioranze arcobaleno. Dei governi tecnici, dei governi che durano un anno e mezzo. E portare l’Italia nella Terza Repubblica. Sono convinta che gli italiani non si faranno scappare questa occasione. Di realizzare la madre di tutte le riforme e da cui dipende la possibilità di realizzare anche tutte le altre”.

“Noi – ha aggiunto Meloni di fronte alla platea di artigiani e piccoli imprenditori – vogliamo essere come voi, essere artigiani per l’Italia. Occuparci della nostra nazione con la stessa meticolosità, la stesse dedizione e lo stesso amore con il quale un artigiano realizza i suoi prodotti”. Infine descrive l’anomalia di sistema italiana. “Nei primi venti anni di questo millennio fino all’arrivo del Covid la Francia ha avuto 4 presidenti della Repubblica. La Germania 3 Cancellieri. L’Italia 8 presidenti del Consiglio che hanno presieduto 11 governi diversi. Nello stesso periodo Francia e Germania sono cresciute di più del 20%, l’Italia meno del 4″.

Una fotografia della realtà non proclami ideologici. “Allora o diciamo che i politici italiani sono più scarsi di quelli francesi e tedeschi, e io francamente non lo penso, o dobbiamo fare i conti sul fatto che qualcosa non ha funzionato nel sistema italiano”. Infine un passaggio sulla difficile manovra di bilancio. “Nonostante le poche risorse a disposizione, il pregresso con i debiti del Superbonus per 20 miliardi nel 2024 , e i maggiori interessi sul debito figli della decisione della Bce di alzare i tassi di interesse, ci siamo rimboccati le maniche”. Nella legge di bilancio “abbiamo concentrato tutto quello che avevamo su poche misure prioritarie ed espansive”.

Infine un passaggio sull’impegno del governo per ridurre il divario, in particolare riguardo all’occupazione femminile, che l’Italia ha col resto d’Europa. “Vogliamo lavorare tutti insieme per promuovere la genitorialità. E e su questo il governo ha iniziato a muovere i suoi passi”.

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