Meloni ad Antibes accolta dai sorrisi di Macron e dagli applausi dei turisti: “Giorgia, Giorgia”

I due leader si incontrano oggi in Costa Azzurra in occasione del 36mo vertice Italia-Francia, proseguito, dopo la visita al museo, a Villa Eilenroc, a Cap d’Antibes.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata a Nizza per partecipare, insieme a una delegazione di ministri, al 36esimo vertice intergovernativo Italia-Francia. Meloni è stata accolta dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel piazzale antistante il museo di Picasso di Antibes. “Giorgia, it’s a long time”, ha detto il numero uno dell’Eliseo scherzando sul fatto che si sono da poco visti prima a Evian, poi al Consiglio europeo, poi a Berlino. Saluti e abbracci tra i due leader che per un attimo si sono tenuti per mano. Fuori programma, inoltre, per la premier che è stata salutata con qualche applauso al grido di “Giorgia, Giorgia” da una piccola folla, tra cui anche turisti italiani. I due leader che, co-presiedono il vertice Italia-Francia nella cittadina della Costa Azzurra, visiteranno poi il museo guidati dal curatore, Jean-Louis Andral. A questa visita partecipano anche i ministri della Cultura dei due paesi, Alessandro Giuli e Catherine Pégard.Poi, a Cap d’Antibes, l’incontro bilaterale a Villa Eilenroc.

Alla visita al museo Picasso di Antibes, hanno preso parte anche i ministri della Cultura dei due Paesi, Alessandro Giuli e Catherine Pegard, membri delle delegazioni ministeriali presenti al vertice intergovernativo.

A fare gli onori di casa del vertice anche il sindaco di Antibes Jean Leonetti, che ha accompagnato i due leader verso l’ingresso illustrando la storia di Villa Eilenroc. L’edificio sorge all’estremità di Cap d’Antibes su un’area di undici ettari: dimora simbolo del lusso e del raffinato stile di vita della Belle Époque, fu progettata nel 1867 dall’architetto Charles Garnier, celebre per aver firmato l’Opéra di Parigi e il Casinò di Monte Carlo.

Sicurezza, su tutto, negli accordi tra Italia e Francia firmati ad Antibes, nell’ambito del vertice intergovernativo Italia-Francia. Ma è sul controllo dei migranti e dell’immigrazione clandestina che è stato compiuto lo sforzo maggiore. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il suo omologo francese Laurent Nunez hanno firmato un protocollo che consolida l‘azione delle brigate miste italo-francesi che controllano le frontiere comuni tra i due Paesi per contrastare l’immigrazione clandestina e la criminalità transfrontaliera. Non solo. In occasione del vertice i ministri Piantedosi e Nunez hanno anche avuto un incontro bilaterale: al centro del colloquio il tema della proficua cooperazione di polizia, le politiche migratorie comuni e il controllo delle frontiere esterne dell’Europa. I ministri hanno concordato sull’importanza di continuare a lavorare insieme, anche nel formato trilaterale con la Germania, per l’attuazione delle nuove regole europee del Patto migrazione e asilo.

Immigrazione, la stretta sui confini comuni Italia-Francia
Il passo più importante è stato la firma dei Disciplinari Operativi tra Arma dei Carabinieri e Gendarmeria Nazionale francese a Marsiglia, che regolano in modo dettagliato competenze, coordinamento e modalità d’intervento delle pattuglie miste nelle province di confine, in particolare tra Cuneo, Imperia e i dipartimenti francesi confinanti. Nell’aprile scorso il comandante interregionale dei Carabinieri, generale Aldo Iacobelli Galletta, aveva incontrato i vertici della Gendarmeria a Monginevro. Dopo la riapertura del Colle di Tenda, Italia e Francia hanno intensificato i pattugliamenti congiunti lungo la Valle Roya. I servizi sono svolti da personale italiano e francese che opera insieme per contrastare immigrazione clandestina, traffico di migranti e criminalità transfrontaliera. Sono già diversi gli interventi di blocco dei passeur che trasportano migranti irregolari attraverso i confini comuni. Un altro fronte riguarda il Traforo del Monte Bianco, dove Polizia italiana e francese effettuano pattugliamenti misti con particolare attenzione al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e ai reati transnazionali.
Quali forze partecipano alle brigate miste

A seconda dell’area operano insieme Carabinieri, Polizia di Stato (Polizia di Frontiera), Gendarmerie Nationale francese e Police Nationale francese. Le Brigate miste sono impiegate principalmente per contrastare i passeur, individuare migranti irregolari, reprimere traffici illeciti transfrontalieri, controllare valichi alpini e tunnel internazionali, migliorare lo scambio informativo tra Italia e Francia.

«L’Italia non ha partecipato al conflitto in Iran, e altrimenti non si spiegherebbe la delusione del presidente americano. Rutte ha confuso la tipologia dei voli autorizzati, ha corretto e poi puntualizzato». Giorgia Meloni parla al termine del 36° vertice intergovernativo Italia-Francia andato in scena ad Antibes.

Facendo sue le dichiarazioni dure del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che poco prima aveva definito «parole a caso» quelle pronunciate mercoledì dal segretario generale della Nato, la premier chiarisce che Rutte si è lasciato andare a una «entusiastica ricostruzione» dell’uso delle basi Usa in Italia: «Tajani ha parlato con il suo omologo iraniano e anche da parte iraniana mi pare si sia compreso che c’è stata un’incomprensione. Non so dire come sia emersa questa ricostruzione semplicistica, probabilmente il tentativo di preparare al meglio il prossimo vertice Nato, ma bisogna essere prudenti quando si parla di queste materie». Perché Roma ha mantenuto gli impegni e gli accordi, senza mai andare oltre.

A Villa Eilenroc, sotto un sole torrido, si sblocca il Trattato del Quirinale firmato nel 2021 da Mario Draghi, con l’opposizione di Fdi. I tempi sono cambiati e, nonostante quattro anni costellati di dissidi e incomprensioni, Meloni ed Emmanuel Macron provano a siglare la tregua. «Senza Italia e Francia l’Europa non sarebbe la stessa», dice la premier. Rafforzare la cooperazione bilaterale è d’altronde un passo indispensabile in tempi di disimpegno Usa in Europa e attacchi scomposti di Donald Trump agli alleati, continuati anche ieri.

«Credo che la cooperazione tra Italia e Francia dimostri che le nostre relazioni non sono state glaciali, sono state relazioni serie tra persone che parlano di politica», risponde Meloni a chi chiede ai due leader la temperatura del loro rapporto. «Mi sono anche un po’ divertita a vedere i retroscena: siamo due persone che difendono il loro interesse nazionale, ma che sanno lavorare insieme. Questo richiede franchezza anche quando non si è d’accordo, e ci sono state delle volte nelle quali non siamo stati d’accordo». Anche Macron stempera, ricordando l’ottima salute della collaborazione anche economica tra i due Paesi.

Prima la premier rinnova a Macron i complimenti per il G7 «molto ben riuscito in uno scenario particolarmente complesso». Poi ricorda i tanti appuntamenti comuni delle ultime settimane per sottolineare l’importanza del rapporto bilaterale. «Vogliamo concentrarci sulle materie più strategiche, innanzitutto la difesa. Penso al programma Samp T, unico sistema di difesa aerea e antimissile a lungo raggio interamente europeo», dice la premier.

Lo spazio è il secondo ambito di collaborazione evidenziato anche da Macron: entrambi i leader tengono a chiarire il supporto dei Governi che guidano al progetto Bromo, l’alleanza europea per i satelliti tra Leonardo, Airbus e Thales che si appresta a cercare il via libera dell’Antitrust Ue.
«Lanciamo una coalizione internazionale per il post Unifil in Libano», annunciano poi Meloni e Macron. «Un meccanismo in collaborazione con Ue e Onu per difendere la sovranità del Libano ed evitare nuove escalation regionali». Il cappello non è ancora definito, né i partner. Macron ha soltanto citato Qatar e Arabia Saudita come compagni di strada nel breve periodo.

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