Matteo Salvini tra Nave Gregoretti e Carola Rackete

L’ex ministro dell’Interno Matteo  Salvini non andrà a processo per la vicenda della nave Gregoretti. Lo  ha deciso il gup Nunzio Sarpietro che ha emesso il decreto di non  luogo a procedere dopo poco meno di due ore di camera di consiglio.  L’accusa è di sequestro di persone per avere trattenuto, a bordo della nave Gregoretti, al largo di Augusta, 131 migranti, nel luglio del  2019. Sia la Procura di Catania che la difesa, al termine della  discussione, avevano chiesto il non luogo a procedere per l’ex  ministro dell’Interno, che è presente al bunker del carcere Bicocca di Catania, con la sua legale, l’avvocata Giulia Bongiorno.

“Non utilizzerò questa sentenza per far pressioni sul governo sulla gestione dei migranti. Voglio solo che l’Italia sia come la Spagna, Francia, Grecia nella gestione del fenomeno. Dall’inizio dell’anno siamo il paese in cui è aumentato di più il numero dei migranti sbarcati”.  Il gup di Catania Nunzio Sarpietro dopo un’ora e mezza di camera di consiglio ha accolto la tesi della difesa e dell’accusa che, entrambe, avevano chiesto il non luogo a procedere per Salvini

“Dedico questa sentenza ai miei figli, agli italiani e agli stranieri per bene, e in particolare alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che ogni giorno combattono per rendere più sicuro il nostro Paese. E spesso lo fanno a mani nude”. “Questa giustizia dice che un ministro che ha difeso i confini e la dignità dell’Italia è un ministro che ha fatto semplicemente il suo dovere – ha aggiunto – e  io sono contento e ribadisco che quando e se gli italiani torneranno a votare e restituirmi responsabilità di governo farò esattamente la stessa cosa perché la migrazione regolare, controllata qualificata è un fattore positivo; l’immigrazione fatta a mo’ di Lampedusa con 3mila sbarchi in una settimana porta il caos”.

Matteo Salvini, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Giulia Bongiorno, era arrivato nell’aula bunker di Catania.  Tre le ipotesi: un decreto di rinvio a giudizio, con la fissazione della prima udienza dell’eventuale processo, una sentenza di non luogo a procedere o un’ordinanza che dispone un’ulteriore fase istruttoria.  Per il ritardo nello sbarco di migranti dalla nave Open Arms, il Gup di Palermo, Lorenzo Jannelli, il 17 aprile scorso ha rinviato a giudizio Salvini, fissando la prima udienza per il prossimo 15 settembre davanti la seconda sezione penale del Tribunale.

 “Mi aspetto giustizia con la G maiuscola” ha detto Salvini prima di entrare nell’aula bunker del carcere di Bicocca a Catania.

Il leader della Lega ha poi festeggiato la sentenza di non luogo a procedere: ‘Dedico questa bella giornata e questa assoluzione ai miei figli, agli italiani e agli stranieri perbene e alle forze dell’ordine’,  – ha detto dopo che il Gup ha letto le motivazioni nell’aula bunker del carcere di Bicocca. Questa giustizia dice che un ministro che ha difeso i confini dell’Italia ha fatto semplicemente il suo dovere. Il Giudice ha studiato lavorato e si è preso le sue responsabilità – continua Salvini -. Mi spiace solo per i denari che sono costati ai cittadini italiani queste giornate. L’Italia è l’unico Paese dell’Ue dove la sinistra politica ha mandato a processo un ministro non per reati corruttivi, ma per scelte di governo. Abbiamo la sinistra più retrograda del continente europeo, che usa la magistratura per vincere le elezioni dove non riesce a vincerle in cabina. Spero che la sentenza sia utile agli amici del Pd e del M5s, le battaglie si vincono o in Parlamento o nelle campagne elettorale».

‘Non penso a fare pressione, l’unica che faremo nelle prossime ore, e ho convocato per domani mattina un vertice fra ministri, governatori, sindaci e amministratori della Lega che presiederò personalmente, è perché lunedì si torni alla libertà con le riaperture di tutte le attività, al chiuso e all’aperto, di giorno e di sera, superando il limite delle 22’.

Dopo aver ottenuto il rinvio a giudizio per il suo nemico numero uno Matteo Salvini, Carola Rackete, tramite i propri legali, rilancia ancora e tenta di arrivare addirittura alla contestazione del reato di istigazione a delinquere

L’ex capitano della Sea Watch, dopo aver speronato le navi della guardia di finanza, non aveva accettato che fossero mosse critiche al suo operato, men che meno da parte dell’allora ministro dell’Interno, forte oppositore della politica di immigrazione ad oltranza gestita dalle cosiddette Ong, il quale aveva osato attaccarla esplicitamente. Il legale della Rackete,  l’avvocato Alessandro Gamberini, ha deciso di trascinare nuovamente in tribunale il leader del Carroccio, portando come prova alcune affermazioni fatte da quest’ultimo nel corso di una diretta Facebook e di un comizio del luglio 2019: i termini ‘sbruffoncella’, ‘fuorilegge’, ‘delinquente’ e autrice di un atto ‘criminale’ riferiti al capitano della Sea Watch sarebbero sufficienti per avanzare una richiesta di incriminazione per istigazione a delinquere.

Il gup di Milano Sara Cipolla dovrà occuparsi della vicenda, ed ha chiesto qualche giorno per analizzare le carte e decidere rispetto all’opposizione all’archiviazione avanzata proprio dalla difesa di Carola Rackete. I legali della 33enne attivista di nazionalità tedesca ritengono ‘le frasi, pronunciate dall’allora ministro oltre che leader politico, lesive e non certo un legittimo diritto di critica’.

Di parere diametralmente opposto la difesa di Matteo Salvini: l’avvocato Claudia Eccher ha infatti consegnato in tribunale una memoria per sottolineare ancora una volta ‘il diritto di critica rispetto ad affermazioni prive di una efficacia istigatoria’. Il giudice per le udienze preliminari Sara Cipolla deciderà, quindi, se disporre l’archiviazione, chiedere nuove indagini sulla vicenda o determinare l’imputazione coatta per l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

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