Matteo Salvini tra Chef Rubio e ‘Giuseppi’

Matteo Salvini è finito di nuovo nel mirino delle critiche di Chef Rubio. Il leader della Lega, infatti, ha avuto un malore  ed è stato portato all’ospedale di Monfalcone per una colica. Salvini è stato dimesso subito dopo gli accertamenti e si è presentato a Corciano (Perugia) per prendere parte a un comizio.

Prima di salire sul palco, come riporta Ansa, Salvini ha risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se il malore fosse dovuto al duello televisivo con Matteo Renzi: “Non so se il fisico alla fine ha reagito agli insulti, però andiamo avanti”.

Sul suo account Twitter, Chef Rubio ha iniziato il suo post contro Matteo Salvini criticando il comportamento del leader della Lega: “Ogni volta che fa una figuraccia il giorno dopo magicamente arriva qualcosa: proiettili in busta, coliche etc etc.”.

Poi il duro attacco sul malore avuto a Trieste:  “Visto che ti fai le foto pure quando te fai le analisi del sangue per far vedere quanto sei bravo, perché non ci fai vedere il referto medico? Non vale postdatarlo”.

Pronta la replica di Salvini: “Ma questo signore che problemi ha??? Perfino su un problema di salute riesce a far polemica, che persona squallida…”.

L’ultimo tweet è di Chef Rubio, che condivide con i suoi follower alcuni insulti ricevuti su Instagram: “Una cortesia Matteo Salvini, davvero. Non menzionarmi più su Instagram ti prego”.

“Ho la posta invasa dai tuoi sostenitori minus habentes”, ha spiegato Chef Rubio, “che mi insultano e mi impediscono di rispondere alla mia gente. Te lo chiedo per favore, me lo fai sto favore? Grazie mille”.

C’è poi l’attacco di ‘Giuseppi’. Intervenuto ai microfoni de il ‘Corriere della Sera’, Giuseppe Conte ha parlato della manovra economica e della situazione all’interno del governo dopo le tensioni delle ultime settimane.

 Nella prima parte della sua intervista al ‘Corriere della Sera’ Giuseppe Conte ha parlato della manovra economica rivendicando i risultati raggiunti. “È una manovra coraggiosa, nel segno della crescita pur avendo risorse limitate. Solo chi non l’ha letta può definirla pallida. E spinge l’Italia nel futuro. Abbassiamo le tasse e con il cuneo fiscale diamo più soldi in busta paga ai lavoratori, circa 500 euro l’anno a persona. Eliminiamo il super ticket. Ci sono 600 milioni in più per le famiglie, asili nido gratuiti e 100 milioni in più per i disabili. E poi c’è la madre di tutte le battaglie: la lotta all’evasione fiscale, che rappresenta un cambio di passo mai visto prima. E tutto questo senza aumentare l’Iva e non toccando quota 100“.

Il premier ha poi parlato del rapporto difficile se non conflittuale con Italia Viva di Matteo Renzi. “Sono certo che convenga a tutte le forze politiche, Italia viva inclusa, partecipare alla battaglia contro l’evasione fiscale, e usare le risorse ricavate per abbassare le tasse. Non accetterei mai che la legge di bilancio diventasse un terreno di scontro tra forze politiche desiderose solo di intestarsi una misura o l’altra”.

Giuseppe Conte ha poi rivendicato la sua immagine di premier populista sottolineando il suo principio secondo cui la sovranità debba appartenere al popolo, così come indicato dalla Costituzione. “Ho sempre inteso il populismo nella sua accezione nobile, che si richiama all’articolo 1 della Costituzione per cui la sovranità appartiene al popolo. Significa sapere ascoltare la gente, saperne interpretare le istanze, impegnarsi con determinazione per dare risposte concrete. Questo lo facevo prima e lo faccio ora. Solo negli ultimi giorni sono stato in Molise, in Irpinia, la prossima settimana sarò a Torino. Chi ha responsabilità di governo non deve solleticare la pancia della gente ma ascoltare, confrontarsi con le comunità locali, visitare le nostre imprese per conoscere da vicino eccellenze e situazioni critiche”.

Nella fase conclusiva della sua intervista, il Presidente del Consiglio ha parlato anche di Matteo Salvini e del delicato tema dell’immigrazione. “Il senatore Salvini ci ha abituato a repentini cambi di idea per opportunità politica. Vediamo quanto durerà questa svolta europeista. Ho sempre sostenuto che per cambia re l’Europa e far valere peso e forza dell’Italia bisogna sedere ai tavoli europei e studiare i dossier. La sovranità italiana si difende con l’autorevolezza e il confronto. Battere i pugni funziona solo sui social”. “L’immigrazione è un tema complesso. Noi abbiamo lasciato da parte gli slogan, mettendo al centro dell’agenda europea la costruzione di un sistema efficace e condiviso sia nella redistribuzione sia nei rimpatri. Crediamo che la strada imboccata sia quella giusta, ma sappiamo di dover lavorare perché l’Europa sia più determinata sui rimpatri, evitando fenomeni di “pull factor”. A Malta è stato messo il primo mattone per un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti. Queste sono azioni concrete che nulla hanno a che vedere con le semplici declamazioni”.

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