Martusciello: “Vannacci sta costruendo un partito fatto da traditori. Da generale andrebbe mai in battaglia con mercenari?”

Il Generale Roberto Vannacci prosegue la sua “marcia” di conquista del consenso nel campo di destra, mette nel mirino i 100 mila iscritti e nel frattempo incassa un risultato di successo dopo le sue tappe nel tour in Sicilia.

“Ci dicevano che saremmo stati il partito dello zero virgola. E invece siamo la vera unica novità degli ultimi 15 anni. Siamo già oltre gli 83 mila iscritti e ogni momento aumentiamo il numero degli iscritti, a 3 mila al giorno. Il trend è in costante crescita e si tratta di dati reali di come ci stiamo radicando nei territori. La Sicilia è la regione più grande dell’Italia. In molti si scordano ma la lingua italiana che parliamo viene da questa terra, ancora prima di Dante e dei poeti che si studiano a scuola. La storia d’Italia è qui”.

“Ritengo che in Sicilia ci siano tantissimi problemi. Grandissimi problemi di sicurezza, grandissimi problemi di sanità, grandissimi problemi di economia. Enormi Problemi di infrastrutture. Quindi se dovessimo valutare il governo siciliano per i risultati la valutazione non potrebbe essere lusinghiera”.

“La Sicilia è una delle regioni più importanti d’Italia – ha dichiarato Vannacci – è un pezzo di terra identitaria per tutta la nazione e per la patria. Credo che Futuro nazionale abbia un ampio spazio di crescita in questa terra dove già mi sembra di percepire un certo fermento. Sicuramente a partire dal 2027 saremo presenti con il nostro simbolo alle elezioni amministrative, regionali e nazionali. In Sicilia, in particolare, entriamo in campo. Stiamo costruendo una squadra forte e studieremo quale sarà la strategia da seguire per presentarci alle regionali nel miglior modo possibile”.

“Vannacci oggi riempie piazze, accende entusiasmo e dà voce a migliaia di italiani che non vogliono più sentirsi ospiti in casa propria. Ci attaccano perché diciamo cose che altri non hanno più il coraggio di dire. E più ci attaccano, più cresce Futuro Nazionale. Mi dicono che siedo all’Europarlamento e denigro l’Europa. Mi dicono: “Ma lei non si sente europeo?”. E io dico no, non mi sento europeo. Io mi sento italiano, il motivo è perché questa Europa ha rifiutato la propria identità e l’ha voluta negare”.

“Bisogna fare l’interesse della Sicilia e dei Siciliani, non dell’Umanità né dell’Universo. Io me ne frego delle congiure di palazzo, dei complotti, delle poltrone e dei giochi di potere, me ne frego delle partecipate che vedono tutti scalpitare per un posto in queste partecipate. Noi vogliamo fare politica in mezzo alla gente e dire basta”, aggiunge Vannacci.

Eurodeputato e capodelegazione di Forza Italia al Parlamento europeo, Fulvio Martusciello è tra i principali protagonisti della politica azzurra nel Mezzogiorno.

Vannacci sostiene che Forza Italia sia un partito “eterodiretto”. Che cosa risponde?
«Penso che Vannacci non sappia cosa sia un partito. Lui semplifica e personalizza tutto. Un partito è una comunità che vive e cresce insieme. Che gioisce dei successi di un compagno e si dispera quando invece si perde. Forza Italia è così. Lui sta costruendo un partito con i traditori: gente eletta in un partito che, per utilità, va con lui. Mi chiedo: da generale, andrebbe mai in battaglia con un esercito fatto di mercenari?».

Tajani dice che un giorno passerà il testimone. Chi vede nel futuro di Forza Italia?
«Sono abituato a vivere la politica giorno per giorno. Oggi abbiamo una guida autorevole e rispettata nel mondo che si chiama Antonio Tajani. Chiunque voglia raccogliere il testimone può candidarsi al congresso. Il fiorire di possibili candidati dimostra che si è lavorato bene, consentendo a una generazione di amministratori di coltivare questa ambizione».

Che ruolo ha oggi Marina Berlusconi nella vita del partito?
«Sono in Forza Italia dal 1994 e sono orgoglioso di non aver mai cambiato partito, nella buona e nella cattiva sorte. Non sono io a dover dire quale ruolo debba avere Marina Berlusconi. Posso dire che suo padre ha attraversato tutta la mia vita: c’era al mio matrimonio, quando sono nati i miei figli, quando è mancato mio padre. La sua esperienza è straordinaria e preziosa».

I congressi regionali possono rafforzare il partito o rischiano di dividerlo?
«Se vediamo i congressi come un momento di apertura alla società civile, alle categorie produttive e al confronto delle idee, allora rappresentano un grande arricchimento per Forza Italia. In questi casi le soluzioni unitarie consentono di concentrarsi sulle necessità e sulle cose da fare. Un congresso unitario è sicuramente più attrattivo».

La Campania sarà la grande sfida dei prossimi mesi. Come può vincere il centrodestra?
«In Campania Forza Italia ottiene le sue migliori performance pur non essendo al governo. Non abbiamo ministri né assessori regionali eppure siamo stabilmente all’11 per cento. Ogni giorno organizziamo eventi sul territorio. Qui una minoranza può diventare maggioranza, perché la maggioranza dei campani, cioè i moderati, non ha rappresentanza. Forza Italia vuole dare voce a questa ampia parte della popolazione. Ma davvero dobbiamo essere governati da uno come Fico? Il centrodestra deve imparare a scegliere in anticipo e in accordo. Questo sarà il nostro impegno».

Che giudizio dà dell’elezione di Enzo De Luca a sindaco di Salerno?
«De Luca ha vinto con il 57 per cento. A Reggio Calabria, invece, Cannizzaro ha ottenuto il 67 per cento contro un centrosinistra uscente. Non penso che De Luca abbia vinto bene. Un’epoca si sta chiudendo. La forza che il centrosinistra ha sprigionato dal 2020 in poi si va lentamente spegnendo. Basta osservare il declino di Gaetano Manfredi per capire che il tempo gioca a favore del centrodestra».

Quale spazio avrà Forza Italia nel centrodestra del futuro?
«In Europa la maggioranza dei primi ministri appartiene alla famiglia popolare. Noi, a differenza di altri, abbiamo valori di riferimento chiari: merito, mercato, solidarietà. Sono gli stessi valori sui quali, con Maurizio Gasparri, abbiamo organizzato la Tre Giorni dei Valori per l’anniversario della fondazione del partito. Basta ascoltare un qualsiasi intervento di Berlusconi per capire quanto sia ancora attuale, vivo e vitale. Berlusconi non se n’è andato in quel terribile lunedì di giugno di tre anni fa. Siede accanto a me a Casalnuovo, a Cava de’ Tirreni, ovunque ci sia una persona che sogna la libertà».

Nel 2024 è stato tra gli eurodeputati più votati, oltre centomila preferenze.
«Il segreto sta nel mantenere gli impegni presi, rispettare la parola data e insegnare che nessun cognome può essere tanto lungo da stancarsi di scriverlo. Martusciello ha dodici lettere. Ma se comprendi che scrivere quel cognome è un investimento per la crescita di Forza Italia, allora quelle dodici lettere diventano una responsabilità e un onore».

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