Marocco, Australia e Germania: ‘omaggi’ in ricordo di Aylan

In varie parti del Globo sono nate azioni per omaggiare l’immagine del piccolo Aylan morto sulla battigia di Bodrum, in Turchia, diventata l’icona della crisi dei rifugiati siriani. Marocco, Australia e Germania sono stati i paesi protagonisti di questi eventi di solidarietà e ricordo. Nel Paese nordafricano ieri una trentina di persone ha ricordato sulla spiaggia di Rabat il piccolo Aylan Kurdi, distendendosi proni sulla spiaggia con la testa girata di lato e gli occhi chiusi. L’omaggio è durato una ventina di minuti, attirando l’attenzione di molti bagnanti che hanno scattato delle foto poi diffuse dai social network.
In Australia, invece, decine di migliaia di persone hanno partecipato ieri sera a veglie a lume di candela nelle maggiori città del Paese in sostegno dei profughi, aggiungendo le loro voci alle crescenti pressioni sul governo conservatore di Canberra affinché accolga un maggior numero di persone che fuggono dalla guerra in Siria. Negli eventi #lightthedark (illumina il buio), organizzati in poche ore dai social media e sostenuti da oltre 50 Ong e gruppi comunitari fra cui Amnesty International e Refugee Council of Australia, 10 mila persone si sono date appuntamento nell’Hyde Park di Sydney e migliaia di altre a Melbourne, Adelaide, Perth, Hobart e Darwin in memoria di Aylan Kurdi. Altre veglie sono in programma questa settimana a Canberra e a Brisbane, mentre si attende dal governo l’annuncio dell’estensione dei raid aerei australiani in sostegno alla coalizione guidata dagli Usa, dal territorio iracheno a quello siriano. Ieri il primo ministro Tony Abbott ha promesso che il Paese accoglierà “un numero significativo” di profughi siriani, anche se non si prevede di quanto aumenterà il numero totale di richiedenti asilo. Quest’anno la quota stabilita era stata fissata a 13.750. L’opposizione laburista chiede invece di aumentare la quota di altre 10 mila unità, mentre i verdi di 20 mila. Un’altra manifestazione di solidarietà arriva dalla Germania, dove il Bild, il tabloid tedesco, è uscito oggi senza foto. Questo per dimostrare l’importanza delle immagini, dopo il dibattito sulla opportunità di pubblicare le immagini della morte del piccolo Aylan. Le foto “svegliano delle emozioni dentro di noi. Ci mostrano momenti belli ma anche crudeli. Ci fanno partecipare ai sentimenti degli altri”. “Oggi – per dimostrare tutto questo conclude il tabloid di Axel Springer – rinunciamo alle foto”.

Alessandro Moschini

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