«Sulla questione femminile dobbiamo stare attentissime a non arretrare. I diritti delle donne vanno difesi metro per metro. Oggi più di ieri». In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti delle donne, Marisa Laurito si sofferma su esperienze personali, riflessioni sul presente e moniti per il futuro.
«Il tema del potere resta ancora un terreno difficile per le donne. E posso dirlo senza giri di parole: per una donna che dirige, le cose non sono cambiate poi così tanto. Il tema della leadership femminile resta ancora una questione aperta», racconta a Repubblica, riferendosi a suo ruolo di direttrice artistica del teatro Trianon Viviani di Napoli.
Nella sua lunga carriera, non solo da attrice, ma da produttrice, direttrice e responsabile, ha sperimentato più volte sulla sua pelle il fastidio degli uomini a essere diretti da donne. «Lo vivono come una diminutio». E, negli anni ’70, ha anche dovuto proteggersi da sola da abusi fisici: «Nel mondo dello spettacolo, salvando figure straordinarie come Eduardo De Filippo, esisteva quasi una specie di ius primae noctis. Io camminavo con una borsetta piena di sassi. Se qualcuno si avvicinava troppo o alzava le mani, tiravo la borsetta. Dovevo difendermi».
Una borsetta che ha usato: «C’era un pullman che portava le ragazze da una produzione all’altra. A un certo punto mi fecero scendere con la scusa di un provino per un film di Vittorio De Sica. In realtà volevano portarmi “in regalo” a un direttore di produzione che compiva gli anni. C’era un divano, erano convinti che avrei fatto qualsiasi cosa. Anche lì la borsetta è finita nel posto giusto».
Le cose sono certo cambiate, ammette Laurito, anche se è un cambiamento più di superficie, più in apparenza. Il vero ostacolo è la cultura: «Finché questa cultura non cambia, finché non si supera il patriarcato anche nell’educazione familiare, sarà difficile risolvere davvero il problema».
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.