“Mi ha salvata dalla felicità”.
È la battuta che chiude il monologo intensissimo di Lina Sastri, in stato di grazia, in “Maria Maddalena o della salvezza”; sua l’idea scenica e sua l’interpretazione di un testo, tratto da “Fuochi” di Marguerite Yourcenar (1936), in scena venerdì 3 (ore 20:30) e sabato 4 aprile (ore 16:00) alla Sala Umberto, via della Mercede 50.
Chi salva dalla felicità è Dio, e la vicenda è ambientata in Palestina: la Maddalena della storia riunisce i tratti di Maria di Betania, sorella di Lazzaro, e di Maria di Magdala, l’adultera.
E’ una giovane innamorata di Giovanni, il futuro Evangelista, che le viene “rapito” da Gesù, il Seduttore, proprio la notte delle nozze. Per vendetta, per disperazione, per solitudine, Maddalena inizia quella stessa notte un cammino di dissoluzione, diventa una meretrice pronta a tutto, fino a concepire il piano blasfemo di sedurre Gesù; perché se Giovanni avesse visto che in fondo Dio era soltanto un uomo, “non avrebbe avuto più motivo di non preferirgli i miei seni”.
Ma quando si trova faccia faccia con Dio, in Maddalena scatta una totale identificazione: tutti e due, per amore, hanno scelto di appartenere a tutti: lei a chiunque la paghi, lui a tutta l’umanità che gli si fa intorno.
Non c’è più spazio per Giovanni, dimenticato.
È la passione totalizzante per Gesù a dare da quel momento forma alla vita di Maddalena. Ma ancora una volta, davanti al sepolcro trovato deserto, l’esito di questo amore assoluto sarà la tremenda solitudine.
La scena si apre su un nero assoluto; a terra, un dedalo di candele tremolanti costruisce un labirinto luminoso entro cui la vicenda si smarrisce e si compie.
Le percussioni di Gianluca Mirra e la chitarra di Claudio Romano sostengono il respiro della scena e Sastri modula Maddalena come una partitura attraverso una vocalità che si piega, cade e si rialza con lei.
“Mi ha salvata dalla felicità” significa, forse, mi ha tolto quello che credevo fosse tutto, ma tutto non è.
Maria Maddalena o della Salvezza
di Lina Sastri
da “Fuochi” di Marguerite Yourcenar
percussioni Gianluca Mirra, chitarra Claudio Romano
disegno luci Giovanni Caccia, suono Davide Faraso, assistenza ai costumi Rosaria Riccio, direzione tecnica Costantino Petrone
foto Valdina Calzona, Massimiliano Marolda
idea scenica e interpretazione Lina Sastri
produzione AG SPETTACOLI
www.salaumberto.com
Lorena Monguzzi
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