Maredith: attesa per oggi sentenza Cassazione, i Kercher: “Vogliamo la verità”

Anni e anni di udienze. Accuse smentite da prove di dubbia validità. Ma alla fine per Meredith Kercher non c’è stata giustizia.  Il processo relativo alla sua morte si è concluso  con un nulla di fatto. Eppure la famiglia Kercher non perde le speranze, continua a lottare sperando che l’ultima parola della Cassazione possa permettere finalmente alla povera Meredith di riposare in pace. Inizia infatti oggi l’udienza relativa all’esame dei ricorsi contro l’assoluzione di Raffaele Sollecito ed Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher.

Presenti in aula gli avvocati delle parti e il padre di Sollecito, Francesco. Assenti invece la Knox e Sollecito, che attenderanno la decisione rispettivamente negli Usa e a Verona, dove studia. La sentenza è attesa in serata.

I giudici dovranno decidere anche del ricorso della Knox per la sua condanna a tre anni (già scontata) per la calunnia ai danni di Patrick Lumumba.

La famiglia Kercher attenderà invece in Inghilterra lunedì la sentenza della Cassazione su Raffaele Sollecito e Amanda Knox. I congiunti della studentessa inglese hanno infatti deciso di rimanere a Londra dove vivono. A rappresentarli nel processo i loro legali di parte civile, gli avvocati Francesco Maresca e Vieri Fabiani.

Quest’ultimo sostituisce nel giudizio in Cassazione, per ragioni tecniche, l’avvocato Serena Perna.

Sollecito e la Knox sono stati assolti in appello dall’accusa di avere ucciso Meredith Kercher. Sentenza impugnata in Cassazione dalla procura generale e dalla famiglia Kercher.

Secondo Stephanie, la sorella della studentessa inglese, nel caso dell’omicidio di Meredith “ci sono ancora molte domande senza risposta ed è per questo che cerchiamo la verità”. La famiglia della giovane ha da subito seguito le indagini sul delitto, attraverso gli avvocati Maresca e Perna che l’hanno rappresentata come parte civile nei vari processi.

“Meredith ci manca terribilmente – sottolinea la sorella Stephanie attraverso i legali della famiglia – e sfortunatamente nulla la riporterà indietro. Speriamo che gli ultimi atti del processo in Cassazione ci aiutino ad avere alcune risposte su quanto avvenuto il primo novembre 2007, quando le nostre vite sono cambiate per sempre”.

“Ci sono molti punti di vista nel mondo su quanto accaduto quella notte – afferma ancora la sorella di Meredith -, un caso molto seguito, ma, nonostante questo, ci sono ancora molte domande senza risposta ed è per questo che cerchiamo la verità”.

Ancora riceviamo molto sostegno dalla gente da tutto il mondo così come dalle persone coinvolte in qualche modo e vogliamo che tutti sappiano quanto apprezziamo e quanto ci siano d’aiuto.

Recentemente ho realizzato il Fondo Meredith Kercher per aiutare la nostra famiglia nelle ultime fasi del procedimento legale italiano e penso successivamente di trasformarla in una fondazione caritatevole in memoria di Meredith”.

“Meredith non sarà mai dimenticata – conclude con tono commosso la sorella – ma è importante che ci si ricordi cosa è avvenuto: una bella e giovane ragazza, la mia sorellina, ci è stata strappata troppo presto in modo così brutale con troppi aspetti non chiariti”.

“Ci aspettiamo una sentenza trasparente – ha detto da parte sua l’avvocato Maresca -, che permetta di valutare ancora, questa volta in punta di diritto, il lavoro della Corte d’Assise d’Appello. Una sentenza, quella di secondo grado, a nostro avviso piena di difetti in punto di fatto, non valutabili in Cassazione, ma soprattutto di vizi in diritto, evidenti e forti.”

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