Manovra in Parlamento

Case signorili, ville e castelli continueranno a pagare l’Imu e la Tasi anche se i rispettivi proprietari le usano come abitazione principale. I Comuni avranno la possibilità di incrementare la Tasi sugli altri immobili, ovvero seconde case, negozi e uffici fino ad un massimo dell’11,4% per mille. Il Testo della Legge di Stabilità non è ancora definitivo e oggi dovrebbe arrivare al Senato e il governo ha fatto sapere che in tema di tassazione degli immobili ci saranno due importanti novità rispetto ai testi circolata finora. La legge di stabilità sarà presentata formalmente in Parlamento, scrive su Facebook il presidente del Consiglio Matteo Renzi: ‘I castelli, a differenza di quanto si dice con tono scandalizzato, pagheranno, come per l’abolizione dell’Ici del 2008. Furono parzialmente esentati dai governi successivi, anche di centrosinistra, perché residenze storiche, ma le categorie catastali A1, A8, A9 avranno lo stesso trattamento della misura del 2008’. A chi dice che ma la manovra sulla casa l’aveva fatta Berlusconi, Renzi dice che è vero. Perché negare la realtà? La norma è la stessa, con due sole differenze: 1) noi non cambieremo idea come lui nel 2011 che votò per rimettere l’ICI cambiandole il nome in IMU; 2) noi non faremo pagare il conto ai comuni della differenza. Le pubbliche amministrazioni sono tenute ogni anno ad approvare un piano biennale di acquisti, indicando prestazioni, quantità e tempistiche, con aggiornamenti annuali riportanti le risorse finanziarie. Lo si legge nella bozza della manovra. ‘Sono arrivati. 500 euro, tondi tondi. Non una chiacchiera o una promessa, ma un fatto. 500 euro sul mio conto corrente, provenienti dal ministero della Pubblica istruzione’, . scrive su Facebook un professore umbro, Giovanni, rilanciato stamattina da Matteo Renzi sulla sua bacheca. Lui è un professore umbro, si chiama Giovanni. Ha scritto questo post -segnala il presidente del Consiglio. Mi piace condividerlo senza aggiungere nulla. E riflettere insieme su quanto sia cruciale per la nostra società il ruolo del prof oggi più che mai. Tra le altre cose, il docente sottolinea a proposito dei 500 euro che sono arrivati come me ad ogni insegnante di ruolo di questo Paese, dall’infanzia al liceo. Compresi quelli che berciavano alla distruzione della scuola pubblica e alla deportazione dei neo-assunti, e che ora tacciono, col malloppo in tasca, pronti al prossimo piagnisteo. 500 euro da parte di un governo che non ho nemmeno votato. Per Giovanni, è la cosa più giusta e straordinaria di un governo dal dopoguerra ad oggi.

Cocis

 

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