Manovra, fiducia alla Camera: Giorgia Meloni attacca il governo

Flash mob dei deputati di Fratelli d’Italia davanti a Palazzo Montecitorio. Giorgia Meloni e i suoi compagni di partito hanno manifestato contro la fiducia posta dal governo alla manovra dopo l’intervento della presidente del partito alla Camera dei Deputati.

“Se al Parlamento togliete il voto sulla manovra, la democrazia parlamentare non esiste più“, ha affermato Giorgia Meloni in Aula, che “non ha avuto un atteggiamento ostruzionistico, come prova il fatto che i nostri emendamenti siano stati la metà di quelli presentati dal Pd”.

“E ai colleghi del Pd che l’anno scorso ricorsero alla Consulta, denunciando la compressione dei tempi di esame parlamentare della manovra, dico: ma ora il Parlamento non conta più?“, ha dichiarato la leader di Fratelli d’Italia.

“La scelta di spendere 16 miliardi in deficit per pagare il reddito di cittadinanza per i terroristi e per le marchette: una misura che ha aiutato chi non vuole lavorare e discrimina i più deboli”, ha concluso nel suo intervento alla Camera.

“Questa manovra è scandalosa sia sul piano del metodo che sul piano del merito. Hanno fatto un governo dicendo che il Parlamento è sovrano, e poi al Parlamento non viene consentito di discutere il bilancio. È un modo scandaloso di procedere. Nel merito, la manovra è una dichiarazione di guerra verso chi lavora e chi produce, verso le famiglie e gli imprenditori”, ha dichiarato Giorgia Meloni ai cronisti accorsi davanti alla Camera.

“Sono certa che questo governo abbia le settimane contate“, ha continuato la presidente di FdI. “Non c’è una visione condivisa e comune, né la capacità di procedere. C’è bisogno di un governo coeso e con un programma definito. Questo si fa solo riportando gli italiani alle elezioni, e questo accadrà massimo nella prossima primavera”.

La leader di Fratelli d’Italia ha risposto ad alcune domande dei giornalisti dell’Ansa davanti a Montecitorio. Sulla questione Autostrade, ha dichiarato, i partiti di maggioranza “hanno sempre trovato un accordo e sono sempre stati compromessi al ribasso, soprattutto ha ceduto il M5S”.

“Quindi vedremo se almeno su questo” il Movimento 5 Stelle “deciderà di tenere il punto o se farà il gioco delle tre carte per poi abbassare la testa al Dio poltrona“, ha proseguito Giorgia Meloni, riferendosi alle norme del Milleproroghe e allo stop per le concessioni stradali e autostradali.

“Penso ci siano molte cose da chiarire nel coinvolgimento di Davide Casaleggio su una serie di questioni. Penso che la questione non sia affatto secondaria, per esempio, su tutto quello che riguarda anche i rapporti con la Cina, con il 5G, con Huawei“, ha dichiarato ancora all’Ansa la deputata.

“La sicurezza nazionale di uno stato sovrano come l’Italia non può essere assoggettata agli interessi di qualche azienda legata ai ministri del governo”, ha continuato, sottolineando che sul ruolo di Davide Casaleggio  “c’è da chiarire, ma ci sono molti elementi che lascerebbero pensare che c’è un conflitto di interessi“.

 

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