Manifestazione a Tunisi per attentato al museo del Bardo

Ogni popolo trae la sua forza e il suo orgoglio dalle proprie radici storiche e culturali. La manifestazione a Tunisi questa in ricordo delle vittime dell’attentato del museo del Bardo, vuole indicare un nuovo corso politico e sociale di un popolo che appartiene storicamente alla cultura mediterranea legato indossulibilmente alla storia e alle civiltà di questa terra. In questi giorni i tunisini hanno capito quanto sia fragile e indifesa la loro libertà ma anche l’impotenza davanti al terrorismo islamico frutto di un’interpretazione fanatica e violenta della fede religiosa e della lotta giornaliera per non sottomettersi a un ristretto numero di persone che vivono ai margini della attuale realtà riformista e democratica. Gli interessi in campo sono notevoli perché la scelta della Tunisia é un esempio per quei Paesi di matrice araba che guardano con fiducia verso i valori occidentali per un progresso civile volto a consentire un futuro migliore nel rispetto delle proprie ideologie e religioni. Gli impegni dell’attuale governo politico e l’alleanza con il partito di riferimento religioso Ennadha ci inducono a un certo ottimismo per il futuro di questo Paese e per un’unità nazionale anche se siamo coscienti che bisognerà agire con fermezza e determinazione nei confronti di chi vuole utilizzare il terrorismo come medoto di convincimento di massa impedentogli ogni azione di propaganda e di proselitismo. La partecipazione straordinaria del popolo tunisino deve essere sostenuta attraverso una forma di sostegno internazionale attuata in breve tempo senza incertezze e non solo a parole ma con interventi strutturali tesi a garantire una ripresa economica e un incremento degli interscambi commerciali per garantire posti di lavoro e limitare i flussi migratori clandestini. L’ Italia in questa fase ha un ruolo prioritario nel sostenere questa delicata operazione sia per la vicinanza geografica e anche per la storia secolare di relazioni che impone un’ attenta collaborazione con il governo tunisino ma assicurarsi un’opportunità di incrementare gli scambi commerciali e tecnologici. La presenza di una delegazione di parlamentari italiani e del Presidente della Commissione Affari Esteri On. Fabrizio Cicchitto é un segno positivo verso un dialogo più continuo ma la vera risorsa sono le circa 700 aziende italiane presenti sul territorio che in questi ultimi anni turbolenti non hanno abbandonato la Tunisia é hanno contribuito a sostenere l’economia locale dando un segnale forte di vicinanza e di fratellanza.

Francesco Lo Iudice

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