Mala tempora currunt

Mala tempora currunt sed peiora parantur recita uno dei luoghi comuni più abusati della storia. E’ “Mini Tour d’Amore” di Young Signorino a Roma il 06/12 dove il trapper ha presentato il suo novo EP   “L’EPD D’AMORE”
Mi aspettavo da questa esibizione orde di giovani pronti a spruzzare tra la folla il famigerato (per certi ambienti) spray al peperoncino e scatenare il panico, insomma ero pronto al peggio. Nulla di tutto ciò. Uno sparuto pubblico mediamente sopra i trenta era ad acclamarlo con un’evidente vena di ironia alla quale il Signorino di Cesena non si è mai sottratto.
Ma io ho 44 anni e ricordo che mio padre rabbrividiva quando Erick Clapton cantava “se vuoi spassartela devi tirarla fuori” (la cocaina), oppure quando Lou Reed ammetteva candidamente che l’eroina fosse sua moglie, la sua vita.
Per tre quarti d’ora scarsi mi sono sentito mio padre.
Total Black, Cocaina, mocassino, signorino…. Le parole più utilizzate ieri sera al Contemporary Cluster di Roma dove si è esibito un poco più che bambino, timido, spaesato Young Signorino.
Nell’universo TRAP, Signorino è, permettetemi l’eufemismo, una “voce” fuori dal coro. Signorino non è un improbabile gangster alla DARK POLO GANG (viziati figli di papà che giocano con le pistole ad acqua scimmiottando i Casamonica), non è la rockstar tipo SFERA E BASTA (la fighetteria tipica del peggio di quella Milano lì) ma rappresenta un esemplare sempre in voga tra i giovani, ieri come oggi: il dannato.
Dannatamente vuoto di qualsiasi contenuto musicale, raffigura in toto la comunicazione (e non solo) odierna. Il niente universale.
Eppure l’ho gradito perché riesce in un’impresa che fisici, filosofi, scienziati di ogni sorta hanno da sempre ritenuto impossibile: riprodurre il nulla.
Eppure l’ho apprezzato. Perché nella sua illimitata inconsapevolezza raffigura la nostra contemporaneità , con un sovraumano sforzo di generosità potremmo definirlo un critico dei nostri tempi, uno specchio.
In lui non dimora nessuna ambizione di riprodurre qualcosa, neppure, come altri suoi colleghi più in auge: violenza, sessismo, turpe ostentazione del lusso; Signorino ci chiede cosa noi tutti siamo in grado oggi di esprimere.
Foto: Sara Vitale
Marco Marassi

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