Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso dell'informativa al Senato sull'attuale situazione delle carceri, Roma, 11 marzo 2020. ANSA/ MAURIZIO BRAMBATTI

Maggioranza in bilico al Senato sui fondi europei

Settimana difficile per il premier, soprattutto al Senato, dove i numeri sono incerti.  La maggioranza si ritrova a riconnettersi  sul Mes e sulla gestione dei fondi europei, temi su cui, già dal giorno successivo al varo del Recovery, Pd e M5S hanno iniziato ad avere pareri diversi.  La maggioranza richiama l’opposizione  al presunto ‘senso di responsabilità’, a partire dai forzisti, ovvero  i forzisti di Silvio Berlusconi,  l’unico che appare disponibile a discutere sul Mes,  ma non su un sostegno politico al governo, come ha chiarito e ribadito il Cavaliere.

In settimana i due rami del Parlamento saranno chiamati a esprimersi sul nuovo scostamento di bilancio, la proroga dello stato di emergenza, il rinnovo degli uffici di presidenza delle commissioni e, per quanto riguarda solo il Senato, l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul blocco della Open arms. Mercoledì alla Camera e al Senato si vota lo scostamento di bilancio, ma è a Palazzo Madama che la maggioranza rischia di andare sotto, visto che Lega e Fdi voteranno contro e  Forza Italia non sembra disposta a concedere aiutini.

Giovedì il Senato dovrà invece votare sulla proposta della Giunta delle Autorizzazioni di Palazzo Madama di non concedere l’autorizzazione al processo a Matteo Salvini sulla vicenda Open Arms. In questo caso dovrebbero essere i renziani e i dissidenti dei Cinquestelle a ‘salvare’ Salvini, come fatto in commissione.

Altro passaggio cruciale, la progoga dello stato di emergenza con il premier chiamato a riferire al Senato martedì pomeriggio per proporre una proroga fino al 31 ottobre e con l’opposizione di centrodestra contraria.

Silvio Berlusconi, ancora una volta, è costretto a smentire ipotesi di aiutini provvidenziali al governo.

“Il nostro orizzonte politico è e rimarrà l’alleanza di centro-destra, una coalizione che in Italia esiste perché è stata fondata e resa possibile da noi, con la mia discesa in campo nel 1994. E’ un’alleanza basata su un progetto comune e sulla lealtà reciproca fra forze politiche differenti, nella quale noi rappresentiamo la componente liberale, cristiana, garantista, europeista, portatrice dei valori culturali e civili sui quali si fonda l’Occidente. Una componente essenziale per un centro-destra credibile in Europa e nel mondo, in grado di vincere e di governare”.

Berlusconi precisa, chiudendo in modo categorico le porte a Conte: “Di fronte ad una serie di interpretazioni giornalistiche improprie che si ripetono in questi giorni, sono costretto a richiamare ancora una volta concetti che ho espresso in decine di occasioni pubbliche, interviste, dichiarazioni. Il senso di responsabilità istituzionale dimostrato da Forza Italia di fronte all’emergenza CoViD-19 non ha nulla a che fare con valutazioni di politica interna, non prelude ad alcun cambiamento di maggioranza né tanto meno ad alcun ”soccorso” parlamentare al centro-sinistra”.

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