Mafia, operazione contro nuova cupola Palermo: 46 fermi, preso nuovo capo

Maxioperazione antimafia coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo che ha disposto un fermo di indiziato di delitto, eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Palermo, nei confronti di 46 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni consumate e tentate, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa, fittizia intestazione di beni aggravata, porto abusivo di armi comuni da sparo, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa. Arrestato il nuovo capo della Commissione provinciale, Settimo Mineo, capo del mandamento di Pagliarelli.

In particolare, le indagini hanno consentito di cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all’interno di cosa nostra e di documentare l’avvenuta ricostituzione della ‘nuova’ commissione provinciale di Palermo. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 al Palazzo di giustizia di Palermo alla presenza del Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, del Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dell’aggiunto Salvatore De Luca, del Comandante della Legione dei Carabinieri della Sicilia, generale Cataldo, e del comandante provinciale, colonnello Antonio Di Stasio.

La vecchia guardia per la nuova Mafia. Settimo Mineo, 80 anni, – lo “zio Settimo” – incoronato capo della commissione provinciale di Palermo, tra i 46 fermati di oggi nell’operazione dei carabinieri ‘Cupola 2.0, e’ ritenuto l’erede di Toto’ Riina, morto un anno fa. Quel posto di capo dei capi era vacante, infatti, dal 17 novembre 2017. Mineo, boss del mandamento di Pagliarelli, con un negozio di gioielleria nel centro storico di Palermo, e’ stato designato capo della Cupola palermitana (e successore di Riina) il 29 maggio scorso, sei mesi e 12 giorni dopo la morte del padrino corleonese. La commissione provinciale di Cosa nostra non si riuniva formalmente dal 15 gennaio 1993, giorno in cui il Capitano Ultimo mise fine alla lunga latitanza di Riina. Di Settimo Mineo, parlo’ anche Tommaso Buscetta e fu arrestato e interrogato anche da Giovanni Falcone. Fu condannato a 5 anni al maxi processo e riarrestato 12 anni fa per poi tornare in liberta’ dopo una condanna a 11 anni. Carismatico e con doti di mediazione, l’anziano boss di Pagliarelli non usava telefonini per il timore di essere intercettato e si muoveva a piedi, anche per andare a trovare altri capi famiglia. In una Cosa nostra stordita dai numerosi arresti e alla ricerca di un riferimento saldo, Mineo e’ apparso come una opportunita’ affidabile. Una scalata a portata dell’ottantenne chiamato a mediare tra vecchie e nuove leve, ma presto interrotta dalla Direzione distrettuale antimafia guidata da Francesco Lo Voi.

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