Macron, ‘Imperatore’ francese, con una spallata all’Italia punta gli occhi sulla Libia

Emmanuel Macron tenta di scalzare l’Italia nella partita libica facendo entrare a gran voce la sua Francia nel complicato dossier del Paese maghrebino. E lo fa con la pretesa di far incontrare il presidente del Governo di accordo nazionale (Gna), Fayez al-Sarraj, e il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, in un vertice fissato a Parigi per martedì 25 luglio, per puntare tutto sulla creazione di un esercito nazionale unitario.

Oltre un lustro di guerre e conflitti seguiti alla caduta di Muhammar Gheddafi con l’intervento della Nato fortemente sostenuto dalla Francia dell’allora presidente Nicolas Sarkozy. E di cui Macron vuole rilanciarne l’attivismo per assicurarsi una ‘golden share’ nella Libia del futuro, nei suoi asset sotto embargo e soprattutto nel suo petrolio.

L’iniziativa francese ha raccolto il plauso di Emirati Arabi Uniti ed Egitto, i due principali sponsor del generale, specie nei suoi sforzi bellici a Derna, Bengasi e nel Sud della Libia. Si tratta dei Paesi che fra l’altro già avevano organizzato bilaterali tra Sarraj e Haftar, al Cairo lo scorso febbraio concluso con un nulla di fatto, e il secondo a Doha con il primo faccia a faccia tra il generale e il presidente di aprile.

Parigi si candida quindi ad ospitare un altro giro di colloqui, mettendo sul piatto una posta molto alta: creare una forza armata unita che operi al servizio di tutto il Paese, dalla Tripolitania alla Cirenaica passando per il Sud dove è in corso un confronto militare per procura tra Ovest ed Est.

Nonostante i ripetuti appelli da parte dei Paesi occidentali, europei e non, l’Italia,  incalzano gli azzurri,   si tira indietro di fatto dal ruolo guida della risoluzione della crisi in Libia, perdendo così ancora una volta l’occasione di ricostruire un proprio protagonismo sullo scacchiere internazionale, o almeno mediterraneo. Per di più la mancanza di iniziativa dell’esecutivo Gentiloni comporta l’incapacità di fare il punto sull’emergenza immigrazione, di cui affrontiamo da soli tutti gli effetti sociali ed economici legati all’accoglienza.

L’interventismo francese già una volta in territorio libico ha prodotto conseguenze nefaste di cui ancora oggi è l’Italia a sopportarne l’impatto: ma in questo caso non possiamo che dare la colpa alla mancanza di iniziativa, e fors’anche di coraggio, di un governo che non solo abdica al proprio ruolo internazionale, ma anche a quello tutto nazionale della difesa degli interessi italiani e della sicurezza del territorio e dei suoi cittadini, concludono Romani e Gasparri.

Il premier del governo di concordia libico, Fayez al-Serraj, non avrebbe ancora risposto all’invito del presidente francese per tenere un incontro la prossima settimana a Parigi con il generale e rivale politico Khalifa Haftar.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com