M5S. Due senatori passano con Salvini. Lucidi: Usciranno altri 20-30 dal Movimento

Uno è indeciso se passare al gruppo Misto o subito alla Lega. L’altro è stato più deciso: Matteo Salvini. Erano annunciati e sono arrivati i primi addii al M5S. Ma si annunciano uscite consistenti: si parla addirittura di 20, 30 parlamentari che potrebbero segnare la fine anticipata del governo Conte II.

Il più deciso è il senatore Ugo Grassi che ha aderito al gruppo della Lega. Il passaggio è stato formalizzato oggi. In una lettera il senatore Grassi spiega le sue motivazioni ed è un j’accuse al M5S. “Il mio dissenso non nasce da un mio cambiamento di opinioni, bensì dalla determinazione dei vertici del movimento di guidare il paese con la granitica convinzione di essere i depositari del vero e di poter assumere ogni decisione in totale solitudine. Gli effetti di questo modo di procedere sono così gravi ed evidenti (a chi vuol vedere) da non dover neppure essere esposti. Basti l’esempio della gestione dell’ex Ilva per dar conto dell’assenza di una programmazione nella gestione delle crisi”.

Il senatore parla dei mesi del governo Conte 1, e del feeling nato con i colleghi della Lega. Dunque un passaggio naturale perché tradito dai valori del Movimento. “Diamo il benvenuto al senatore Grassi. Porte aperte per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l’Italia e non è succube del Pd. Su riforma ed efficienza della giustizia e rilancio delle università italiane, col senatore Grassi lavoreremo bene”, commenta Matteo Salvini da Catanzaro.

L’indeciso, almeno per ora, è il senatore Stefano Lucidi. “Lega o gruppo Misto, non ci sono grandi alternative. Sto valutando in queste ore”. I motivi sembrano essere sempre gli stessi. Ma sono le altre dichiarazioni che, se si dovessero trovare conferme nei prossimi giorni, rischiano di far sprofondare il Conte II e decretare la fine anticipata della legislatura. “So che usciranno 20 o 30 persone e che stanno valutando di fare un nuovo gruppo ma non credo che avranno la forza per farlo, quindi non li aspetto” ha detto Lucidi rispetto alle indiscrezioni che girano su una sua ipotetica adesione. “Serve una spallata per far risvegliare il Movimento. Qualcosa deve cambiare in modo estremamente radicale”, afferma il parlamentare. “Perché passo da un’altra parte? Per i soldi, per la poltrona? Non è quello – prosegue -, sono sette anni che cerchiamo spazio per fare politica e non c’è stato”. Quanto alle critiche del ministro della Giustizia su chi cambia casacca dovrebbe dimettersi spiega. “Ha ragione ma anche chi passa dal 33% al 15% dovrebbe dimettersi” risponde caustico Lucidi. Ma questo passaggio ‘automatico’ non si è verificato.

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