M5S: Alessio Villarosa espulso dal Movimento, Barbara Lezzi sospesa

Si allunga la lista degli epurati  dal M5S dopo il voto di fiducia al governo Draghi, che si aggiungono agli addii spontanei, come nel caso di Emanuele Dessì, e a quelli probabili (tra cui l’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora). Ieri è stato  Alessio Villarosa, deputato ed ex sottosegretario al Mef, ad essere stato espulso non solo dal gruppo ma anche dal Movimento. E anche la senatrice Barbara Lezzi fa sapere sui social di aver ricevuto la email dal collegio dei probiviri che le comunica la sua sospesione dal M5S.

Villarosa annuncia lui stesso l’espulsione in un post su Facebook, che rimanda a una diretta in cui spiega le sue ragioni: “Stamattina mi è arrivata la procedura di espulsione anche dal ‘movimento 5 stellè nazionale dopo aver ricevuto venerdì quel dal ‘gruppo parlamentare M5S’. Ringrazio tutti gli amici che hanno voluto dimostrarmi affetto, non lo dimenticherò. Escludermi da un ringraziamento cancellando il mio lavoro e i risultati portati a termine da dentro il governo in questi anni qualifica semplicemente chi lo ha fatto. Io volo alto come ho sempre fatto senza polemiche, non ne ho bisogno. Sono stato cacciato in 12 ore, probabilmente farò ricorso’, spiega Villarosa durante la diretta in cui non nasconde la sua sorpresa per essere stato espuslo. “Conoscevo le conseguenze” del mio comportamento ma con un’astensione, avendo fatto tutti i passi necessari per chiedere una nuova votazione su Rousseau, non pensavo che sarei stato espulso. Non ho aderito ad alcuna componente per il momento, presto arriverò a una conclusione”, aggiunge rispondendo a chi gli chiede se entrerà in ‘L’alternativa c’e”, creata da altri colleghi mandati via dal Movimento. “Io non rinnego nulla di quello che ho fatto in questi anni e sono convinto di aver fatto tanto, ma non ho neanche nessuna intenzione di attaccare il Movimento: è un pezzo di cuore”. A chi gli domanda cosa penserebbe Gianroberto Casaleggio di questa fase, risponde: “Non sarebbe contento, ne sono certo. Io lo conoscevo bene, lunghe chiacchierate con lui… e no, non sarebbe contento”.

“È Arrivata la mail da parte del collegio dei probiviri nella quale mi si comunica la sospensione dal m5s fino a quando non sarà conclusa tutta la procedura”,  scrive su facebook la senatrice m5s Barbara Lezzi. “Ho qualche giorno di tempo per presentare le mie controdeduzioni- aggiunge- e lo farò puntualmente ripercorrendo tutte le fasi che mi hanno condotto alla scelta di votare no al governo draghi. Conosco lo statuto in tutte le sue parti, conosco bene tutte le regole sottostanti alle diverse procedure e ho agito e agirò rispettando il tutto”.

Intanto Emilio Carelli, giornalista ed ex direttore di Sky Tg24, sull’ipotesi di contatti con l’ex ministro Spadafora e altri deputati cinquestelle afferma a Radio 24: “Con Spadafora ho preso un normale caffè l’altro giorno”. Spiega di star lavorando alla creazione del suo gruppo: “Se noi partissimo da 5-6 componenti, io sarei contento anche se i contatti sono molti di più”. E giudica positiva la svolta di Di Maio: “Mi ha fatto molto piacere e non mi ha stupito perché conosco le posizioni di Luigi Di Maio che in questi 3 anni è cresciuto molto politicamente e ha capito che in Italia c’è bisogno di una forza moderata di centro che trasformi anche tutti quei valori del Movimento 5 Stelle in cui tutti abbiamo creduto e crediamo”.

Dopo anni di movimentismo e poi di governo il M5s “è a un bivio: dobbiamo decidere se scioglierci o trasformarci. Io sono convinto che questa esperienza non debba esaurirsi, ma per continuare a vivere dovrà rifondarsi e strutturarsi”, dice in un’intervista a ‘La Stampa’ Riccardo Fraccaro, deputato grillino ed ex sottosegretario del Consiglio dei ministri.    Solo alla fine di questo percorso si può inquadrare meglio il ruolo di Conte, “l’uomo giusto per guidarci in questa transizione” spiega. L’ex premier “può prendere la leadership e la segreteria collegiale può supportarlo nelle scelte. Possiamo strutturarci mantenendo la partecipazione degli attivisti e degli eletti nelle decisioni, in modo orizzontale, ma queste vanno attuate verticalmente. Servono un vertice e una struttura,con responsabili territoriali e tematici”. Sulle procedure “si deciderà in seguito. Aspettiamo che Conte accetti il nostro invito. Ma dobbiamo correre, è arrivato il momento di sederci intorno a un tavolo e dare un nuovo impulso al Movimento”.

“Un’opposizione da sinistra si aggira per le stanze del Parlamento, è il “NO” al governo Draghi che si è alzato dalle aule virtuali dell’Assemblea Nazionale di Sinistra Italiana il 14 febbraio scorso che ha deciso, con l’87% dei voti, di dire “NO” al governo di tutti che è il governo di nessuno. Alla Camera dei Deputati questo voto è stato espresso autorevolmente dal suo segretario nazionale, appena riconfermato al Congresso di gennaio, Nicola Fratoianni. Abbiamo accolto e sosteniamo con entusiasmo questa scelta, nella sua assoluta necessità”,  scrivono su Facebook le senatrici Paola Nugnes ed Elena Fattori, ex M5s, annunciando la loro adesione a Sinistra Italiana. “Al fine di costruire intorno a questa posizione un’unione a sinistra – proseguono le due parlamentari – necessaria e non più derogabile in questo momento storico e politico grave, e di darle tutta la voce e la visibilità possibile in Parlamento, comunichiamo oggi che diamo la nostra adesione ufficiale al partito di Sinistra Italiana”.

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