L’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione, che deve dare esclusivamente informazioni tecniche, trova incostituzionale il decreto Sicurezza

L’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di Cassazione è un organo tecnico centrale per il funzionamento della giustizia italiana. La sua funzione principale è supportare l’esercizio della funzione nomofilattica, ossia il compito della Suprema Corte di garantire l’interpretazione uniforme delle leggi su tutto il territorio nazionale. Per raggiungere questo obiettivo, l’Ufficio si occupa dell’analisi sistematica della giurisprudenza di legittimità, sia in ambito civile che penale, rendendo disponibili informazioni aggiornate e rilevanti per magistrati, avvocati e operatori del diritto.

L’organico dell’Ufficio del Massimario è composto da sessantasette magistrati, affiancati da una struttura direttiva articolata. A guidarlo è il presidente Alberto Giusti, affiancato dalla direttrice aggiunta Antonietta Scrima. I due vicedirettori sono Angelo Caputo, per il settore penale, e Luigi La Battaglia, per il settore civile. I coordinatori rispettivamente per l’area penale e civile sono Gennaro Sessa e nuovamente Luigi La Battaglia, mentre Eugenio Antonio Tassitano svolge il ruolo di responsabile amministrativo. Si tratta dunque di una realtà composta da figure di alto profilo e con una consolidata esperienza nel sistema giudiziario. Le sue analisi – è bene sottolineare – non hanno valore vincolante, ma rappresentano strumenti di supporto per la Corte e per l’intero sistema giudiziario.

Negli ultimi giorni, l’Ufficio del Massimario è finito al centro del dibattito politico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito “ideologica” la valutazione della Cassazione sul decreto Sicurezza, aggiungendo che “se il giudizio sulla legittimità costituzionale fosse limitato all’opinione dell’Ufficio del Massimario, allora sì che avrei il timore di vivere in un Paese che ha perduto i fondamentali riferimenti degli equilibri costituzionali tra i poteri”.

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, riguardo alla relazione dell’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione sul dl Sicurezza, aveva diffuso una nota: “In merito alle diffuse notizie di stampa, sono incredulo, e ho dato mandato all’Ufficio di Gabinetto del ministero di acquisire la relazione dell’ufficio del Massimario e di conoscerne l’ordinario regime di divulgazione”.

Parole che hanno suscitato reazioni nel mondo giudiziario. Il segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, ha criticato duramente le affermazioni di Piantedosi e del ministro della Giustizia Nordio, sottolineando che le relazioni dell’Ufficio del Massimario “sono notoriamente pubbliche” e che è “assurdo” interpretarle come atti politici. Maruotti ha parlato apertamente di un progetto di delegittimazione della magistratura che “non risparmia neppure la Suprema Corte”.

Anche Cottarelli solleva dubbi sull’ufficio della Cassazione: ha fatto cose che non dovrebbe fare

“L’ho trovato un po’ strano l’intervento  – dice Cottarelli sollecitato dalla conduttrice de La7   Marianna Aprile -questo ufficio della Cassazione commenta le leggi che ritiene più rilevanti. Il tipo che è stato dato va fuori lo scopo di questo ufficio. Deve dare informazioni tecniche, ma tirare fuori una questione di incostituzionalità non ha niente a che fare con l’interpretazione della legge. Mi sa che Nordio ha pure ragione per certi aspetti, perché questo ufficio è intervenuto facendo cose che non dovrebbe fare”.

E se lo dice un autorevole esponente del Pd, che per qualche tempo il centrosinistra voleva come premier a Palazzo Chigi, evidentemente qualche dubbio sui dubbi della Cassazione, andrebbe coltivato.

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