L’Ue boccia la manovra dell’Italia

 

E’ arrivata la bocciatura della manovra italiana dalla Commissione Ue. Bruxelles vede un ‘non rispetto particolarmente grave’ delle regole di bilancio e apre la strada alla procedura per deficit eccessivo basata sul debito. L’Ue preparerà una nuova raccomandazione per la correzione dei conti, ma il governo non cambia strada. Lo spread va sotto 310, la Borsa chiude a +1,41%. Ma è ancora flop per i Btp Italia. L’Istat rivede al ribasso le previsioni per il Pil 2018, a +1,1%, e l’Ocse parla di perdita di slancio della ripresa.

Alle 17 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà una informativa urgente nell’Aula della Camera sulla bocciatura della Manovra da parte della Commissione Ue: lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

La nostra analisi di oggi – rapporto 126.3 – suggerisce – scrive la Commissione Ue nel suo rapporto sul debito italiano – che il criterio del debito deve essere considerato non rispettato. Concludiamo che l’apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è quindi giustificata.

Nella testa dei leader europei, ormai l’Italia ha preso il posto della Grecia. Se tre anni fa era Atene la pecora nera, oggi lo è Roma. La prima è finalmente promossa, con un piano di bilancio per la prima volta conforme al patto di stabilità e crescita, scandisce Pierre Moscovici dando l’ottima notizia per il popolo greco e per la zona euro. L’Italia invece è bocciata, si becca un rapporto sul suo debito alto, al 131 per cento del pil, in base all’articolo 126 del Trattato sul Funzionamento dell’Ue. E’ avviata verso una procedura di infrazione per deficit eccessivo basato sul debito. Non conta che Grecia e Italia abbiano una situazione economica completamente diversa alle spalle. Il cambio all’ultimo posto in classifica è evidente nella conferenza stampa del Commissario europeo agli Affari Economici insieme al vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

Ci sono dubbi e domande sulla crescita prevista dalla manovra italiana e, nonostante i chiarimenti chiesti, questi persistono,  ha detto il commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovici, non abbiamo risposte a queste domande, da dove venga questa crescita né chi pagherà il conto, a parte aumentare i rischi per i cittadini, le banche e le imprese italiane con un aumento di deficit e debito.

Oggi con la Grecia i toni sono benevoli. E lo sono anche con i cinque paesi ritenuti a rischio di non ottemperanza con il patto di stabilità e crescita: Belgio, Portogallo, Francia, Slovenia e Spagna. Ma con l’Italia bocciata, paese a guida populista, il primo che arrivi fino a questo punto nella zona euro con un corpo a corpo continuo con le autorità di Bruxelles, i toni sono più che severi. Niente sorrisi. In questa situazione il dialogo è indispensabile più che mai, si raccomanda Moscovici,  la nostra porta è aperta. Ma qui, da Bruxelles, sembra che la porta sia aperta innanzitutto verso la procedura di infrazione contro l’Italia. Dopo, se ne potrà parlare. Se veramente procediamo verso un’apertura della procedura per deficit eccessivo, è più che mai importante che le autorità italiane diano prova di impegno costruttivo, dice Moscovici.

Vorrei evitare la procedura d’infrazione all’Italia verso cui ci stiamo muovendo lentamente ma sistematicamente,  ha aggiunto in seguito il commissario Moscovici, anche perché è irragionevole una crisi tra l’Ue e l’Italia, ma non posso accettare nessun tipo di ricatto sulla manovra italiana. Questo sulla manovra infatti, non è un conflitto tra Moscovici e Salvini o tra Bruxelles e Roma, al contrario l’Italia è chiaramente divisa dal resto dei Paesi dell’eurozona che sostengono la posizione della Commissione.

Salvini non è un eroe, non è eroico per niente nel suo atteggiamento contro l’Ue e le sue regole sui conti pubblici, dove tra l’altro non c’è nessuna istituzione né pubblica né privata che preveda la crescita e il deficit contenuti nella manovra italiana, e questo non è serio, ha detto ancora il commissario Moscovici in un dibattito di Friends of Europe. È quando il governo italiano o uno dei suoi esponenti che parla che lo spread sale.  E avverte che non dobbiamo confondere la febbre con il termometro, non è perché hai il termometro che la febbre va su.

In una situazione di debito molto alto, l’Italia sta essenzialmente pianificando una spesa aggiuntiva significativa,  ha detto il vicepresidente Valdis Dombrovskis, invece della necessaria prudenza di bilancio. Inoltre, voglio dire che l’impatto di questa manovra sulla crescita sarà probabilmente negativo dal nostro punto di vista. Non contiene misure significative per rafforzare il potenziale di crescita, anzi, possibilmente il contrario.

Il governo è convinto della validità dell’impianto della manovra: ci confronteremo con Juncker sabato sera e spero che confronteremo le nostre posizioni, ha detto il premier Giuseppe Conte: ‘Sabato sera con Juncker confido in un confronto costruttivo, rivedremo le rispettive posizioni e valuteremo come andare avanti. Sulla manovra economica  il Governo è pronto a un confronto costruttivo con la Commissione europea. Sabato incontrerò il presidente Juncker, al quale esporrò l’impostazione, l’ispirazione e le caratteristiche della manovra al fine di rimarcarne la solidità ed efficacia. Sono disponibile a valutare con Juncker tutti i passaggi successivi. Siamo tutti concentrati a realizzare le riforme che vanno bene al nostro Paese e confido di poter convincere anche i nostri interlocutori europei’.

Con rammarico prendiamo atto che la Commissione non ha ritenuto di condividere le ragioni del bilancio programmatico italiano, ha spiegato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria: ‘Ritengo tuttavia che la drammatizzazione del dissenso tra Italia e Commissione europea danneggi l’economia italiana e di conseguenza l’economia europea. Questa considerazione è alla base del nostro impegno a continuare il dialogo con la Commissione alla ricerca di una soluzione condivisibile nell’interesse reciproco.

In realtà stiamo parlando di una divergenza su un obiettivo di deficit che è in fondo contenuto, stiamo parlando di decimali, ha detto poi il ministro Tria al Tg1, i conti sono sotto controllo dentro questi limiti e soprattutto quello che sarà sotto controllo con meccanismi specifici è l’obiettivo di riduzione del Debito-Pil, che è ciò che conta veramente ed è un obiettivo più volte ribadito del governo che sarà mantenuto.

 

 

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