Luca Casarini, ex no global dei centri sociali, salva i migranti con l’Ong e avverte il governo: ‘Gente in piazza contro i porti chiusi’

Ci ha messo solo poche ore il caso della nave Mare Jonio a infiammare il dibattito e gettare l’Italia in una nuova situazione di crisi legata ai migranti. E a infiammare la polemica è Luca Casarini, capo missione della nave Mare Jonio, ex leader no global del centro sociale Rivolta e noto attivista. L

L’attivista ha fatto sapere infatti che di fronte a un divieto di sbarco da parte delle autorità italiane è pronto a organizzare una grande manifestazione contro il governo. “Se ci chiudono i porti chiameremo la gente in piazza“, ha fatto sapere Casarini.

Con la nave arrivata a poche miglia da Lampedusa, per il governo italiano si prospetta un nuovo caso Diciotti ma difficilmente più difficile da gestire. E lo si è capito da subito, da quando il comandante della nave ha deciso di accedere alle acque territoriali italiane ignorando le indicazioni e gli ordini della Guardia di Finanza. In questo caso, oltre alla vita della cinquanta persone soccorse in mare, c’è in ballo una vera e propria sfida ideologica al ministro Salvini e alla sua politica dei porti chiusi.

Il veneziano, trasferitosi con la famiglia in Sicilia, ha modificato un vecchio rimorchiatore trasformandolo in una nave per il soccorso dei migranti Lo stesso Casarini avrebbe preso parte alle manifestazioni dei no global a Genova in occasione del G8 del 2001.

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