L’oro dell’antica Stabiae nella Reggia di Quisisana

Quello che resta dello splendido carro di Villa Arianna, con le grandi ruote metalliche annerite dal fuoco. E poi, affreschi preziosi, statue,  vasellame. La vita dell’antica Stabiae, distrutta nel 79 d.C. dalla stessa eruzione che cancellò Pompei, rivive in una mostra allestita fino al 30 settembre nella stupefacente Reggia borbonica di Quisisana, a Castellammare di Stabia, che riapre per la prima volta al pubblico dopo i restauri, e che nei prossimi mesi ospiterà il Museo di Stabia. In tutto quaranta reperti, conservati per decenni nei locali dell’Antiquarium di Castellammare chiuso dal 1997, che tornano finalmente a disposizione del pubblico grazie a un progetto condiviso dal comune di Castellammare e Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. E l’occasione è duplice perché anche la magnifica Reggia di Quisisana, quattrocentesco complesso borbonico con ottomila metri quadrati di stanze circondate da un parco secolare, è di fatto una novità per il pubblico. Abbandonato per decenni, saccheggiato e poi danneggiato dal terremoto del 1980, il grande palazzo prediletto dai sovrani di Napoli è stato restaurato dalla soprintendenza con otto anni di lavori finanziati con 20 milioni di euro di fondi Cipe. Secondo il progetto avrebbe dovuto accogliere musei, una scuola di restauro e altre attività culturali. Pronto dal 2009, non era mai stato aperto. Ora però si riparte e la mostra è di fatto una prova generale in questo senso. Grazie ad un accordo con il comune di Castellammare che è proprietario dell’immobile, la soprintendenza, spiega il soprintendente Massimo Osanna, avrà in comodato una parte della Reggia dove verrà finalmente allestito  il Museo di Stabia.

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