Lockdown scuola, le ipotesi su medie ed elementari

Il vertice di maggioranza convocato dal premier Giuseppe Conte nella serata di venerdì, su richiesta della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, non è bastato per sciogliere i nodi sulla scuola: le medie rischiano la chiusura, anche se il Movimento 5 Stelle e Italia Viva insistono per preservare l’apertura. Le Regioni, come per esempio la Campania, hanno iniziato a muoversi autonomamente. Un nuovo vertice di maggioranza è comunque previsto nella giornata di oggi, sabato 31 ottobre.

La didattica a distanza è stata estesa fino al 100% per quel che riguarda le scuole superiori, salvo alcune eccezioni. Ora, sul tavolo, la questione spacca la maggioranza: chiudere o non chiudere le scuole elementari e le scuole medie, garantendo al tempo stesso ai governatori la possibilità di decretare la Dad.

Secondo la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, le scuole devono restare aperte, proprio come in Francia e in Germania, due Paesi che hanno imposto il lockdown ma non hanno svuotato le classi. Dalla parte della titolare del Miur c’è tutto il Movimento 5 Stelle, spalleggiato da Italia Viva. Non tutti i ministri della maggioranza, in primis quello della Salute Roberto Speranza (che può contare sull’appoggio di parte del Pd), la pensano così alla luce degli ultimi dati sul contagio.

La scelta di chiudere o meno, dal punto di vista dei governatori che devono fare i conti con la pandemia a livello locale, sembra quindi poter dipendere dall’indice di contagio Rt. La fotografia settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, diffusa venerdì 30 ottobre, è drammatica: 11 Regioni sono a rischio, la Lombardia e il Piemonte hanno oltrepassato la soglia del Rt2, e il Paese si avvia verso uno scenario di tipo 4, il peggiore.

La decisione di intervenire sull’apertura o chiusura delle scuole medie resta demandata ancora una volta alle Regioni, in una logica di lockdown a macchia di leopardo sulla base dell’andamento epidemiologico differenziato. Oltre alla Campania, si è già mossa l’Umbria, che ieri ha chiuso le scuole secondarie, sia di 1° sia di 2° grado. Idem la Puglia.

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