Lockdown e spostamenti: quando vale lo stato di necessità

L’Italia è ancora in lockdown, con un nuovo sistema di zone gialle e arancioni   che hanno imposto restrizioni più ferree in tutto il territorio, per prevenire i contagi da covid. In molti però si chiedono quali siano le regole da rispettare per potersi muovere nei comuni, ed eventualmente anche da una zona all’altra.

Spostamenti in lockdown: il caso

Sono ancora tante le incertezze e i dubbi che riguardano gli spostamenti tra comuni e zone, con le nuove regole messe in piedi dal Governo Conte per impedire il diffondersi dei contagi da coronavirus. Uno dei casi più eclatanti è quello accaduto a un padre di famiglia nel periodo di dicembre 2020. L’uomo stava guidando la sua smart poco dopo mezzanotte, quando la polizia lo ha fermato in piazza Vittorio Veneto, nel centro di Torino. La polizia lo ha notato perché si stava spostando in macchina durante il coprifuoco, ma l’autista era un padre di famiglia che si stava recando a casa di sua moglie a San Mauro Torinese, perché la figlia si era sentita male. Gli agenti però non hanno ritenuto che ci fosse lo stato di necessità e lo hanno multato di 533 euro. L’uomo ora ha deciso di fare ricorso, basandosi anche sulle leggi previste per gli spostamenti.

Quando vale lo stato di necessità per gli spostamenti?

Con le regole ferree previste per le varie zone, ci si può spostare di notte anche in orario da coprifuoco, ovvero dalle 22 alle 5, solo per motivi di lavoro, salute o necessità. Possono spostarsi, infatti, gli operatori sanitari di ritorno dal lavoro o i fattorini dalle consegne. Non si prende la multa neanche chi deve andare in farmacia o dal dottore, oppure assistere un parente in caso di bisogno. In questo caso però lo spostamento deve essere urgente e non procrastinabile al mattino successivo.  Anche fare la spesa rientra tra i motivi di necessità, così come fare benzina e andare negli uffici postali o alla propria banca, compatibilmente con gli orari di apertura. Tutte queste motivazioni possono essere inserite nell autocertificazione da presentare in caso di fermo. Va però ricordato che in caso di autocertificazioni false, si rischia da 1 a 6 anni di carcere.

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