Lo strappo al Santo Sepolcro nella domenica delle Palme. Lo stop a Pizzaballa al Santo Sepolcro. Poi Netanyahu: ‘Gli sia consentito l’accesso strappo al Santo Sepolcro nella domenica delle Palme’

Il Governo italiano esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro.

Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri.

Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa.

Proprio mentre i rami d’ulivo benedetti sventolano sotto il cielo di Roma, la Domenica delle Palme 2026 si rivela incastonata in un crocevia drammatico tra fede, storia e geopolitica.

Domenica delle palme, un significato e una ricorrenza oltre la geopolitica
Non a caso, infatti, al termine dell’Angelus il Pontefice ha abbandonato i toni celebrativi per lanciare un appello che sa di ultimatum morale. «Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!», ha gridato Papa Leone, legando indissolubilmente il mistero della Passione di Cristo alle piaghe dei conflitti moderni. Il pensiero del Santo Padre, dunque, corre veloce ai cristiani in Medio Oriente: “popoli feriti” che oggi partecipano fisicamente alla sofferenza della Croce, privati in alcuni casi però persino della possibilità di pregare nei luoghi della Tradizione.

Non a caso allora, irrompono sulla scena liturgica e geopolitica, a confermare la gravità della situazione, le parole della premier Giorgia Meloni che, intervenendo con una nota, ha denunciato un episodio senza precedenti: le autorità israeliane hanno impedito al Cardinale Pizzaballa e al Custode di Terra Santa, Padre Ielpo, di celebrare la Messa delle Palme nel Santo Sepolcro.

Le parole della premier Meloni nella domenica delle palme
Questa la denuncia del presidente del Consiglio, che tra fermezza e richiamo solenne, ha dichiarato: «Il Governo italiano esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa».

Lo dice chiaramente Giorgia Meloni: quanto accaduto «è un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa». Ribadendo contestualmente che il Santo Sepolcro è un luogo sacro universale da preservare. Pertanto, impedire l’ingresso ai vertici religiosi in una solennità così centrale, rappresenta un vulnus diplomatico e spirituale che rischia di minare i diritti religiosi e offendere gli animi in un’area già martoriata. Meloni ha poi telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del Governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della
Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro.
Ho dato istruzioni alle autorità competenti affinché al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino, sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme”.

Lo annuncia in tarda serata su X il premier israeliano Benyamin Netanyahu, precisando che “negli ultimi giorni, l’Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro”.

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