L’Italia riparte, confusa ed impaurita.

Il calendario delle riaperture è stato stilato e comunicato a tutti dal Premier Conte, ma i ritardi, la confusione e le paure in questo momento tengono sotto scacco ogni singolo imprenditore.

Ce la faremo, andrà tutto bene; questi due slogan ci hanno fatto compagnia durante tutto il lockdown, ci hanno stimolati a resistere per il bene dei più deboli e dei nostri cari, ora senza troppi indugi ma al contempo di ogni cautela del caso, possiamo dire che ce l’abbiamo fatta. Perché il paese è pronto a reagire per eventuali altri casi, ed i contagi sono molto ridotti, nonostante sdegni e ci tenga in apprensione il numero dei decessi, in discesa ma costante. Adesso però arriva la fase più dura : convivere con la paura del contagio e con la consapevolezza di dover trovare una condizione di nuova normalità.

In questi giorni troppo spesso le lungaggini burocratiche ed i colpevoli ritardi sono stati giustificati con la frase “aspettando l’opinione del Comitato Tecnico Scientifico” ma la più totale confusione nelle strategie di comunicazione ha messo a nudo la debolezza operativa di chi ci governa. Non è colpevolizzare Conte o chi lo sostiene oggi, ma è una descrizione di un dato di fatto: un governo non retto dalla volontà del popolo che di quest’ultimo non ha l’appoggio ( anche se solo in un’ottica di copertura morale ed ideologica) non può prendere decisioni forti; se a questo si aggiunge la leadership di un uomo troppo lontano dalla sfera politico-istituzionale per portare avanti una nazione come l’Italia il quadro è completo. Francia e Germania con un annuncio di Macron hanno scelto una visione comune di contrasto alla “pandemia economica” del Covid 19, con una grande dimostrazione di forza derivata di appartenere a due paesi nazionalisti, ( ideale  ben differente dal finto populismo e sovranismo nostrano)  ma allo stesso tempo lucidi nell’elaborare un piano condiviso e capaci di stringersi ai propri leader, veri e propri baluardi in questa situazione, da una parte Emanuel Macron “fenomeno” allevato tra politica di alto livello e banche d’affari, e dall’altra Angela Merkel, un gigante della politica, sicuramente tra i più grandi degli ultimi 30 anni.

Chi sembra davvero in grado di portare a avanti il  nosteo paese sembrano essere le regioni, che in un momento tragico e delicato tramite l’esperienza politica e delle ottime scelte hanno reso meno amaro ai cittadini il periodo di lockdown.

Nonostante ci siano delle responsabilità, in qualche caso gravi, come in Lombardia che si spera verranno verificate nelle sedi opportune, i veri e propri leader del paese sono stati gli amministratori regionali, dall’efficienza di Bonaccini in Emilia Romagna, alla coerenza di Zaia in Veneto e soprattutto l’eccellente lavoro di De Luca in Campania ormai vero e proprio idolo del web e balzato agli onori della cronaca internazionale, hanno dimostrato un solo e semplice fatto : la classe politica è tanto forte quanto la sicurezza ( sotto ogni punto di vista) che riesce a garantire ai propri cittadini.

Luigi Viscardi

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