L’Italia, paese razzista…

In Italia sembrano moltiplicarsi i casi di stranieri vittime di episodi di violenza. Il primo caso di un colpo sparato con un’arma ad aria compressa è stato seguito da accadimenti analoghi, poi da un paio di casi di aggressione fisica, il secondo ha portato alla morte di un marocchino ad Aprilia, poi l’uovo lanciato da una macchina in corsa addosso a una ragazza di colore. La ragazza in questione è però un’italianissima atleta italiana che dovrebbe partecipare ai prossimi campionati Europei di atletica, ed è quindi evidente che il caso abbia avuto una particolare risonanza mediatica.

Va detto però che, secondo quanto riportato da ‘La Stampa’, i Lanciatori di Uova avevano colpito già in almeno altre due occasioni: nel primo caso avrebbero preso di mira una palazzina, nel secondo tre donne, nessuna delle quali di colore. Da qui la domanda che emerge dai sostenitori del vice-premier? Si tratta di casi di razzismo o si cerca il pretesto per cavalcare l’onda?

Sergio Mattarella, di fatto isolato dal governo, continua a lanciare appelli alla popolazione e ai politici sventolando il vessillo della lotta al razzismo. Di questo, secondo molte persone si tratta, di razzismo. L’ascesa di Matteo Salvini e la sua politica dura avrebbe in qualche modo legittimato uno sfogo di estrema destra, questa almeno è l’accusa che accompagna ormai da mesi  il leader del Carroccio che, come sempre fatto, rispedisce le accuse al mittente. E in effetti dire che l’Italia è razzista per colpa degli slogan di Salvini è come dire che i giovani sono violenti a causa della musica che ascoltano.

Secondo alcuni la figura di Salvini ha dato nuova linfa vitale ai facinorosi che ci sono sempre stati e che ora hanno inventato il gioco della caccia allo straniero convinti di essere legittimati o tutelati dalla legge. Cosa che fortunatamente, almeno fino a questo momento, non è. Il secondo aspetto è quello che riguarda il malcontento diffuso e serpeggiante da tanti anni. Non è un caso che tanti elettori di sinistra abbiano abbandonato la barca del Pd e siano saliti sul Carroccio. Difficile che queste persone nutrano sentimenti razzisti. Non esiste una distinzione tra richiedenti asilo, clandestini e delinquenti. L’Italia ha una lunga serie di problemi e l’impressione diffusa è che molti siano legati agli stranieri, a prescindere dal colore della pelle. Salvini diffonde odio e razzismo? No, strizza l’occhio al malcontento dei milioni di italiani che lo hanno votato.

Da notare che c’è chi soffia sul fuoco. ‘Dicono che non c’è razzismo in ciò che è accaduto e per di più il ministro dell’Interno Salvini ha ritenuto di liquidare come ‘sciocchezze’ gli allarmi di quanti denunciano il clima xenofobo e i rischi di escalation razzista. Pesi bene le parole. Guardi la realtà e ascolti anche altre voci della destra italiana. Negare l’evidenza di diversi episodi non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro. Vergogniamoci, e reagiamo di civiltà’,   scrive il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

‘Chi guarda il volto di Daisy Osakue può fare solo una cosa: vergognarsi. Noi italiani dovremmo vergognarci tutti insieme’, afferma Tarquinio in un editoriale dal titolo ‘Quel mostro da riconoscere’, che il giornale dei vescovi impagina sotto il titolo di prima pagina ‘Vergogniamoci’ e accanto alla foto di Daisy Osakue, l’azzurra di atletica presa di mira, e ferita, da un lancio di uova nel Torinese. Perché quel volto segnato – spiega ancora il quotidiano della Cei -, è certamente il volto di una cittadina italiana dalla pelle nera, una giovane donna e atleta bersagliata solo e soltanto per la sua ‘inermità’ e ‘diversità’, ma è ancor più il volto del nostro Paese nella stagione amara che stiamo attraversando. Un volto che presentiamo al mondo e a noi stessi. E che non ci somiglia.

Ma non per il colore, quanto per la ferita odiosa che porta – sottolinea Tarquinio: ‘Anni di pensieri cattivi e di parole e propagande dure, di crescenti povertà materiali e morali eccitate contro altre povertà stanno producendo bullismi assurdi, atti violenti, assalti folli’.

Un caso di cronaca per ‘Avvenire’ diviene un caso politico.

‘L’indignazione di un uovo in faccia, c’è quanto basta per restare paralizzati mediaticamente, l’unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda oppure il caso. Quello che fanno i media è portare la nazione verso il baratro: non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d’ora’, scrive, su Facebook, Beppe Grillo soffermandosi sulla vicenda di Daisy Osakue.

 

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