La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi la giornalista Bianca Leonardi del programma “Far West” della Rai, aggredita con il suo filmmaker dagli antagonisti di Askatasuna a Torino. Durante l’incontro, la premier ha espresso solidarietà agli esponenti dell’informazione vittime dell’aggressione, rassicurandosi sulle loro condizioni di salute, e condannando con massima fermezza l’accaduto.
L’inviata Bianca Leonardi è stata circondata dai manifestanti, incappucciati: è stata picchiata e l’attrezzatura dell’operatore è andata distrutta. I colleghi hanno dichiarato che gli antagonisti hanno riconosciuto l’inviata di FarWest, che aveva condotto un’inchiesta su Askatasuna. Con ogni probabilità i violenti se l’erano legata al dito. Lei e il cameraman che lavorava con lei sono stati individuati e presi di mira da alcuni manifestanti. Secondo quanto riferito dalla Rai, i due, minacciati e aggrediti fisicamente, sono stati costretti ad allontanarsi mentre venivano lanciati sassi e distrutta tutta la loro attrezzatura.
A commentare l’accaduto anche il conduttore del programma, Salvo Sottile. “La troupe di FarWest aggredita a Torino dai manifestanti di Askatasuna, teppisti col volto coperto che hanno distrutto la nostra telecamera. Sono gli stessi violenti che poco dopo hanno picchiato e massacrato un agente di polizia del reparto celere. Possiamo tollerare queste immagini? Guardate e giudicate voi. Noi non ci lasciamo intimidire”: è quanto si legge nel post pubblicato sul suo account Facebook.
“Far West” aveva già smascherato Askatasuna
L’attacco, descritto come organizzato e deliberato, avrebbe avuto lo scopo di impedire alla squadra di raccontare quello che stava succedendo , ossia l’inferno. Un gesto che, secondo l’azienda, non sarebbe casuale, visto che FarWest aveva appena realizzato un’inchiesta proprio su Askatasuna. “Un’azione violenta e organizzata, messa in atto con l’unico obiettivo di impedire alla Rai di documentare e raccontare quanto stava accadendo”, aveva stigmatizzato la nota di Viale Mazzini.
Niente intimidazioni e zone franche
Spiega la nota: “Colpire i giornalisti Rai in questo contesto significa tentare di intimidire il servizio pubblico e di punire chi fa informazione. La Rai esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e ribadisce che non accetterà intimidazioni né zone franche imposte con la violenza. Attaccare i giornalisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati”.
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