Libia. Saif pronto a consegnarsi alla Corte dell’Aja. E spunta una moglie russa

Saif al Islam Gheddafi, figlio del rais ucciso, è pronto a a consegnarsi alla Corte penale internazionale dell’Aja da cui è ricercato per crimini contro l’umanità. E’ quanto sostengono fonti del Consiglio nazionale di Transizione (Cnt) citate dalla tv satellitare al-Arabiya. Intanto spunta una presunta moglie russa che in una intervista al giornale Moskovsky Komsomolets parla di violenza immotivata, animali feroci nel giardino di casa e orge con prostitute ucraine. Secondo Nadia questa sarebbe la vita di tutti i giorni a casa di Saif al-Islam, figlio prediletto di Muammar Gheddafi.

Il quotidiano russo, premettendo che non esistono prove certe della parentela della donna con l’ex rais, riferisce di aver incontrato la donna a Mosca. Al giornalista della testa Nadia avrebbe mostrato il suo passaporto libico e delle foto con la famiglia Gheddafi. Fino ad oggi non si era mai parlato di una moglie per Saif. Ma ora spunta dal nulla questa donna russa a infrangere il suo mito di scapolo d’oro. Originaria della Crimea, Nadezhda racconta di aver incontrato il marito al matrimonio di una coppia Vip a Mosca nel 2005 e di essersene innamorata subito, a prima vista. All’inizio tutto filava liscio, la donna viveva in alberghi di extra lusso in Europa e indossava gioielli da milioni di dollari e si spostava solo in jet privato. Poi la decisione di sposarsi. Ma una volta giuratosi amore eterno, Saif “è cambiato radicalmente”, dice la donna. “I suoi amici vivevano in casa con lui” e giravano per le stanza semi nudi usando il letto di Nadia per fare sesso con le loro donne. Anche Saif ha iniziato a portare amanti a casa e organizzava orge con gli amici che venivano riprese da una videocamera.

“Per il mio compleanno – continua il suo racconto Nadia –  una volta ha pagato 20 prostitute ucraine, pensando che mi avesse fatto piacere parlare con qualcuno delle mie parti”. La presunta moglie del figlio del Rais parla anche di animali pericolosi nelle abitazioni dei vari membri della famiglia. “Leoni a casa di Saadi , tigri da Saif e serpenti, ragni, pirana e coccodrilli da Muammar”. Però a partire dal partire dal 2007, Nadia racconta che il marito era diventato violento: mentre facevano sesso cercava di strangolarla, ha provato ad accoltellare il suo migliore amico e ha sparato all’amata tigre. Secondo la sedicente signora Gheddafi, il marito soffriva di epilessia. Dopo una violenta lite che ha portato la donna in ospedale, Nadia ha lasciato la Libia per tornare a vivere in Russia.

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