Libia, rapito il primo ministro Zeidan

Ali Zeidan, primo ministro della Libia, è stato rapito da un gruppo armato e trasferito in un luogo sconosciuto. L’azione è stata rivendicata dagli ex ribelli della ‘Camera dei rivoluzionari di Libia’ che hanno definito un ‘arresto’ il sequestro di Ali Zeidan. Il rapimento di Zeidan è da considerarsi come una ritorsione nei confronti del governo libico reo di essere a conoscenza del blitz che ha portato alla cattura di al-Libi. “Il suo arresto – ha dichiarato il portavoce del gruppo, citato da ‘al-Arabiya’- arriva dopo il comunicato di John Kerry, il quale ha affermato che il governo libico era stato messo al corrente dell’operazione” che ha portato sabato all’arresto del leader di al-Qaeda. Il sequestro. Secondo le prime ricostruzioni, Ali Zeidan è stato è stato prelevato da uomini armati mentre si trovava nell’hotel Corinthia della capitale. La conferma del sequestro è stata diffusa in rete una foto: l’immagine mostra il premier senza occhiali e con una camicia marrone semiaperta, tenuto sotto braccio da due persone in borghese. Le circostanze del rapimento non sono, comunque, ancora chiare. Il portavoce del premier, Amel Jerary, ha detto ad ‘al-Jazeera’ che il raid è avvenuto nel mezzo della notte. “Temo che non ci sia molto di chiaro -ha detto Jeray- Non ho informazioni certe su come sia stato condotto. Sono sicuro che coloro che lo hanno fatto erano davvero molto ben preparati”. Il governo di Tripoli ha convocato un’immediata riunione straordinaria sotto la guida del vice primo ministro Sadiq Abdulkarim Abdulrahman per chiarire le dinamiche del sequestro. Proprio due giorni fa il premier libico aveva rivolto un appello all’Occidente per chiedere collaborazioni nel combattere il fenomeno delle milizie in Libia, che restano autonome seppur filo-governative. In un’intervista rilasciata lunedì alla Bbc, inoltre, Zeidan aveva detto che la Libia veniva usata come base per esportare armi nella regione. In Italia è intanto in corso presso lo Stato Maggiore della Difesa, una riunione tra il Ministro della Difesa Mario Mauro e i Vertici militari con lo scopo di monitorare la situazione libica in raccordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero degli Affari Esteri.

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