Liberalizzazioni tra farmacie e supermercati

Con il suo progetto di liberalizzazioni dei farmaci, il Ministro per lo Sviluppo mette a serio rischio un comparto già provato pesantemente da provvedimenti del passato, perdita di posti di lavoro e una delocalizzazione mai vista prima. Federica Guidi è evidentemente male informata e si occupa di cose che non conosce, e si applichi piuttosto a studiare la crisi che da un decennio attanaglia l’industria farmaceutica italiana fiore all’occhiello del nostro Paese, afferma il senatore del Nuovo Centrodestra , Giuseppe Marinello: “L’idea del Ministro dello Sviluppo non è una semplice liberalizzazione, ma una mossa autolesionista per lo Stato italiano, con il rischio che a farne le spese saranno i cittadini oltre che i farmacisti, già pesantemente colpiti da provvedimenti che vanno in favore dei grandi gruppi commerciali. Molte piccole farmacie che assicurano il servizio nelle aree più disagiate saranno costrette a chiudere. Senza contare l’aumento in maniera esponenziale di abuso di farmaci trasformati di fatto in prodotto di consumo. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sono certo che non condividerà il provvedimento ideato dalla Guidi, per tutelare la salute pubblica e un comparto economico fondamentale per l’economia italiana”. Ed infatti , Beatrice Lorenzin conferma che è pronta a dare battaglia fino all’ultimo ed a tutto campo per salvare lo statu quo: “Il sistema morirebbe ed i farmaci con ricetta non possono stare al supermercato accanto a un pacco di cerali”. Il Decreto di legge pro concorrenza e liberalizzazioni di Federica Guidi è già in calendario nel Consiglio dei Ministri del 20 febbraio prossimo, e dovrebbe occuparsi anche di farmacie. Non si sa in che modo, e se seguendo le ipotesi della bozza con quorum abbassato, dunque più farmacie, o con la trasformazione del numero massimo in numero minimo, col quorum a 1.550 abitanti insieme con un contestuale limite al numero di licenze. E poi tutti i farmaci C, utilizzati per patologie di lieve entità o considerate minori, con ricetta non più esclusiva delle farmacie private o con la perdita dei generici C con ricetta. Una misura davanti alla quale la Lorenzin aveva preso carta e penna e scritto alla collega ministra per protestare contro gli interventi presi a sua insaputa: “Qualsiasi decisione in merito spetta a noi”. Lorenzin è preoccupata dei costi, dell’effetto morte prematura per le farmacie rurali e di quelle dei piccoli comuni. Poi anche per le tutte le altre farmacie. Vedere certi farmaci in vendita nella Grande distribuzione organizzata rende furiosa la Lorenzin, anche perché senza il consiglio del farmacista gli italiani finirebbero per abusare di farmaci anche senza necessità.

Roberto Cristiano

 

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