L’Expo ed il Principe dei Sogni

“E’ una storia fiorentina, italiana, universale nata a metà del XVI secolo che nel 2015 tornerà alla sua autentica valenza di immenso patrimonio culturale per tutto il nostro Paese”. Dario Nardella parla davanti a uno dei dieci arazzi medicei commissionati da Cosimo I de’ Medici tra il 1545 e il 1553 che con i Savoia furono portati al Quirinale separandoli dagli altri diei restati a Firenze in Palazzo Vecchio. Venti capolavori su cartoni di artisti immensi come Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviate, realizzati nella manifattura granducale da maestri arazzieri fiamminghi come Jan Rost e Nicolas Karchet, che saranno la punta di diamante delle esposizioni per l’ Expo 2015 attraverso un ciclo di tre mostre: la prima sede a Roma nel Salone dei Corazzieri da gennaio a aprile 2025, la seconda a Milano nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale da aprile a settembre e infine a Firenze fino a gennaio 2016 in quella Sala de’ Dugento per la quale furono ideati. L’esposizione si intitola “Il Principe dei Sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino” ed è stata fortemente voluta dal Presidente Giorgio Napolitano e dal sindaco di Furenze Dario Nardella. Oggi la presentazione dell’ambizioso progetto al Quirinale con gli interventi di Louis Godart, consigliere per la conservazione del patrimonio artistico del Presidente della Repubblica, il ministro delle politiche agricole e forestali Maurizio Martina, il sindaco Nardella, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Giuseppe Sala amministratore delegato di Expo, Diana Bracco presidente di Fondazione Bracco e Micaela Le Divelec Lemmi Gucci, esecutive Vice Presidente & Chief corporate operations officer. E proprio Gucci realizzerà la mostra come mani sponsor, con la partecipazione di Acea e il sostegno della Fondazione Bracco.L’ad di Expo Sala spera nell’arrivo in Italia di tanti turisti. “Abbiamo già venduto 7 milioni di biglietti ai tour operator, di questi un milione solo in Cina e addirittura 100.000 biglietti in Bangladesh”. Un grazie sentito alle istituzioni e un sentimento di onore grandissimo e stato espresso per Gucci dalla vicepresidente Micaela Le Divelec Lemmi, che ha ricordato la tradizione del saper fare italiano.

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