Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta durante la presentazione del libro "Strana vita, la mia" di Romano Prodi e Marco Ascione presso la libreria La Feltrinelli, Roma, 21 settembre 2021. ANSA/ANGELO CARCONI

Letta per una sinistra ricca di politiche sociali e valoriali

Salari, Ius scholae, diritti e  cannabis un mare politico nel quale Enrico Letta è felice di sguazzare attraverso interventi che sbocceranno nel prossimo autunno.  Se la crisi economica dovesse portare a un indurimento della lotta politica, il Pd potrebbe trovarsi diviso tra la responsabilità di partito di governo e la necessità di non lasciare ad altri il monopolio della protesta sociale.  Letta pensa ad  una campagna elettorale molto di sinistra che possa pescare nell’astensionismo delle classi più deboli e delle periferie urbane.  L’emergenza sociale è oggi particolarmente pressante e il segretario Pd  parte da un centrosinistra largo che va da ‘Italia Viva’ a ‘Rifondazione comunista’,  con i quali parla di cuneo fiscale che contenga una quindicesima mensilità, e discute di salario minimo. La linea politica sociale è dettata  dal tandem Orlando-Provenzano,  molto vicina alla Cgil e fortemente  malvista da Confindustria. Provenzano aveva spiegato al Manifesto che ‘servono interventi d’emergenza, estendere i bonus per luce e gas, bloccare i canoni di affitto, tagliare gli abbonamenti al trasporto pubblico contro il caro carburante’ aggiungendovi la questione dell’aumento dei salari ‘che vanno sostenuti, a partire da quelli più bassi. Questo utilizzando la leva fiscale, favorendo la contrattazione e anche introducendo un salario minimo, nell’ambito di un rafforzamento dei contratti, a partire dai settori dove è più alta la povertà lavorativa’.  Per realizzare quanto previsto da Provenzano occorrono non meno di 16 miliardi e   Carlo Calenda propone  una proposta di tassazione delle transazioni digitali.  Letta, dal canto suo, non  ha alcuna idea in merito e forse penserà alla solita patrimoniale, leggi tassazione degli extraprofitti.  E’ perfettamente naturale che se si parla di inflazione un partito di sinistra pensi a salvaguardare il potere di acquisto attraverso i salari, gli stipendi e le pensioni, ma il vero problema risiede nelle modalità di intervento. Anche Mario Draghi ha illustrato le identiche problematiche. Il Pd spingerà su una linea molto sociale di politica economica e intende far approvare lo Ius scholae a Montecitorio prima della chiusura per ferie delle Camere,   ben sapendo che dopo l’estate il Senato avrà ben altro da fare, a partire dalla legge di Bilancio. Enrico Letta cammina sul filo in un perenne gioco di equilibri e  spingerà su una linea molto sociale di politica economica, impostata sui valori e sui diritti.

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