Sono passati 7 mesi dall’operazione, nessuno ha nemmeno provato ad esportare la democrazia.
Il 3 gennaio scorso le forze armate statunitensi hanno realizzato quella che loro hanno definito operazione Absolute Resolve, quella che i servi europei hanno considerato (ed evidentemente considerano ancora) un legittimo atto di esportazione di democrazia, quella che in realtà è stata un atto terroristico. Mi riferisco all’invasione del Venezuela per rapire il legittimo presidente Maduro. Un presidente che può piacere o meno ma che era (e teoricamente è ancora) presidente di uno Stato che non rappresentava alcuna minaccia agli USA.
Nell’operazione terroristica sono state uccise 80 persone tra soldati e civili. Tra questi 32 militari cubani presenti in Venezuela per occuparsi della sicurezza di Maduro.
Ricordo che la Meloni così ha commentato allora: “Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”.
Ha chiamato l’operazione un “intervento legittimo di natura difensiva”. Da vomito. Sappiamo benissimo che il narcotraffico non c’entra nulla, che i narcos del Venezuela sono come le armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein. Scuse, pretesti, balle, fake news. La verità è una: il Venezuela vanta la più grande riserva di greggio al mondo ed è un Paese che ha nazionalizzato il petrolio.
Trump oltre ad essere un criminale è un ladro di risorse altrui. E lo si è visto in questi mesi. Sono passati 7 mesi dall’operazione, nessuno ha nemmeno provato ad esportare la democrazia. Il governo è lo stesso, i ministri sono gli stessi. È cambiato ovviamente il presidente, adesso c’è Delcy Rodríguez, vice di Maduro ed oggi presidente ad interim. È evidente che in molti hanno tradito Maduro nelle istituzioni e tra i militari. Ed è altrettanto evidente che per restare al “potere” (potere si fa per dire) la Rodríguez non può far altro che obbedire agli USA, in particolare a Marco Rubio, segretario di Stato USA definito dal New York Times “viceré del Venezuela”…
Alessandro Di Battista
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