Leopolda. Boschi al Pd: “E’ il partito delle tasse”. Orlando: “Senza fiducia si vota”

E’ scontro aperto tra Pd e Italia Viva. Nella seconda giornata della Leopolda 10 da Firenze Matteo Renzi torna su Quota 100. “Quando diciamo che Quota 100 non va bene non stiamo attaccando gli anziani: dico che 20 miliardi di euro messi tutti insieme su 100mila persone o 190mila come dice Salvini, 20 miliardi per 150mila persone sono un’assurdità”. “Gli 80 euro valgono 10 miliardi e vanno a 10 milioni di persone, i 20 miliardi di Quota 100 vanno a 150mila persone, ed è una ingiustizia”, ha osservato Renzi, secondo cui “non abbiamo niente contro quelli di Quota 100”, però “il punto vero per me che bisogna pensare a domani”. Assicura il premier Conte sulla tenuta del governo, “si andrà a votare nel 2023, a scadenza naturale della legislatura”, ma ad alimentare lo scontro con gli ex amici di partito, è Maria Elena Boschi. Il capogruppo alla Camera dei Deputati di Iv, tuona contro i Dem, innescando una furiosa reazione a catena da parte dei suoi ex compagni di partito. Il Pd, dice la deputata, “sta diventando il partito delle tasse, e noi non siamo il partito delle tasse. Mi sembra evidente – ha tuonato la capogruppo alla Camera  di Iv- Noi le tasse le abbiamo sempre abbassate e vogliamo che adesso non aumentino”.

Durissimo Emanuele Fiano, che non usa mezzi termini. “Per Ettore Rosato e Maria Elena Boschi il Pd è il partito delle tasse. Non sembrava così quando l’altra mattina alle 5 Teresa Bellanova ed Elena Bonetti hanno approvato in Consiglio dei ministri la Legge di Bilancio.  Se dovete distruggere per esistere, il viaggio sul Titanic è appena cominciato”.

Andrea Orlando replica alla Boschi sventolando il ricatto di elezioni anticipate. “Dobbiamo dire con molta franchezza ai nostri alleati che ci devono dire se in qualche modo rispetto a quaranta giorni fa si ritiene che non ci siano più le ragioni per tentare questa scommessa”, dice il vicesegretario del Pd. “Noi pensiamo che ci siano, ci fidiamo di Conte e della nostra delegazione al Governo come degli altri ministri. Se qualche elemento di fiducia è venuto meno è meglio che lo si dica”.  Più accomodante, invece, la posizione del segretario dem: “Non è il momento delle polemiche”, taglia corto Nicola Zingaretti impegnato a Perugia per il tour elettorale.

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