epa08174877 A handout photo made available 29 January 2020 by the US National Transportation Safety Board, NTSB, showing NTSB investigator Carol Hogan examining 27 January 2020 the wreckage as part of the NTSB's investigation of the crash of a Sikorsky S76B helicopter near Calabasas, California, Jan. 26. The eight passengers including US basketball star Kobe Bryant and pilot aboard the helicopter were fatally injured and the helicopter was destroyed. EPA/NTSB / JAMES ANDERSON HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY

L’elicottero di Bryant non poteva volare con la nebbia

L’elicottero in cui hanno perso la vita Kobe Bryant, la figlia Gianna Maria e altre sette persone non poteva volare in condizioni di scarsa visibilità. Lo riferiscono tre fonti vicine alla Island Express Helicopters, proprietaria del Sikorsky S-76B. L’azienda, infatti, sarebbe certificata solo per operare secondo le regole del volo visivo, con almeno tre miglia di visibilità e un tetto di nuvole non inferiore ai 1.000 piedi dal suolo; non avrebbe, invece, la certificazione per il volo strumentale.

Secondo quanto riporta il New York Times, l’elicottero aveva a bordo strumenti sofisticati che la Federal Aviation Administration aveva approvato per il volo strumentale e anche il pilota Ara Zobayan aveva l’abilitazione per questo tipo di volo. Tuttavia, a causa delle limitazioni imposte dalla stessa Faa per operare con il trasporto di passeggeri a noleggio, gli era richiesto di seguire le regole del volo a visto.

Un altro operatore presso l’aeroporto di Van Nuys, dove ha sede la compagnia, ha spiegato che nessuno degli operatori charter affronta le spese e complicazioni per avere la certificazione per il volo strumentale, anche perché normalmente è semplice navigare a bassa quota nel sud della California, dove il tempo è in genere mite e soleggiato.

 

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