Legittima difesa, la Camera approva la riforma

La Camera dei Deputati ha approvato le modifiche alla legge sulla legittima difesa con 225 voti favorevoli, 166 contrari e 11 astenuti. Il testo ora passa al vaglio del Senato, che potrà proporre eventuali modifiche. I voti favorevoli sono stati espressi da Pd, Ap, Civici e Innovatori. Contrari M5S, Forza Italia, Lega Nord, Sinistra Italiana e Fratelli d’Italia. Astenuti Centro democratico e Psi.

I punti principali della nuova legge approvata a Montecitorio sono principalmente tre: un emendamento del Pd ha esteso la possibilità di ricorrere all’uso delle armi per le vittime di aggressione, dunque si prevede in sostanza venga considerata legittima difesa la  reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno’.

 Inoltre, un ulteriore emendamento precisa l’esclusione della colpa di chi reagisce in situazioni di pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale e, infine, nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato, per una somma stimata pari a 295.200 Euro.

Le opposizioni, però, contestano duramente il testo, in particolare la Lega Nord e Fratelli d’Italia. Il Carroccio sostiene infatti che queste modifiche non siano abbastanza incisive e gli esponenti del partito, capitanati dal segretario Matteo Salvini, ospite nelle tribune di Montecitorio, hanno violentemente protestato contro l’approvazione con cartelli e urla contro la maggioranza che ha voluto una legge a metà.

Matteo Salvini ha urlato più volte ‘vergogna, vergogna’ e per questo motivo è stato allontanato dall’Aula, in quanto il regolamento di Montecitorio vieta espressamente agli ospiti di manifestare con segni di approvazione o disapprovazione la propria posizione in relazione a quanto avviene in Aula durante la permanenza in tribuna.

 Anche il Movimento 5 Stelle ha contestato il testo approvato, sostenendo sia una legge scritta male.

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