Legge Stabilità: Stop ai tagli alla sanità, i comuni decideranno sulle imposte

Ultime ore di lavoro prima del consiglio dei ministri che dovrà varare la legge di stabilità. E sono ore frenetiche perché si sta lavorando per evitare una stangata soprattutto sul capito sanità che sta togliendo il sonno all’esecutivo. Il presidente del consiglio, Enrico Letta, ed il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, stanno cercando di spegnere le polemiche e cercano di tranquillizzare i membri dell’esecutivo sulle anticipazioni di stampa che si stanno susseguendo in questi momenti molto delicati. “Non date retta a troppe indiscrezioni tutte foriere di cattive notizie che hanno riempito i giornali di oggi. La legge stabilità la faremo oggi pomeriggio”, dice il premier Enrico Letta. E Saccomanni, a margine del vertice dell’Ecofim, ribadisce che “l’accordo sulla legge di stabilità c’è. Le trattative le avevamo fatte prima che io partissi domenica sera, ieri siamo andati da Napolitano e adesso siamo nella fase di stesura dei testi”. Dalle loro parole emergerebbe l’intenzione di evitare una mannaia sul servizio sanitario nazionale. Si dovrebbe proseguire lungo la strada della spending rewiew incidendo soprattutto sugli sprechi. “Sarà la Spending Review – ha precisato il ministro dell’Economia – il meccanismo attraverso cui saranno individuati sia i fabbisogni standard che i costi standard, soprattutto in campo sanitario. Io credo che spazi per fare delle economie in questo campo ce ne sono sicuramente”. Parole che dovrebbero far felice la Lorenzin, già pronta a fare le barricate nel cdm in programma per questo pomeriggio. Ma da Saccomanni arriva anche un’altra importante anticipazione: la Legge di stabilità lascerà ai Comuni la scelta sulla modulazione delle imposte per l’erogazione dei servizi locali. “Le imposte sulla casa e per i servizi dei comuni – ha ricordato il ministro – si sono sempre pagate” e nel provvedimento che sarà varato oggi ci sarà “una forma di modulazione di questa imposizione che per gran parte dovrà essere scelta dai Comuni, con lo Stato che darà un contributo per consentire l’azzeramento dell’imposta alle fasce più basse dei redditi nella popolazione. E questo – ha concluso – è un passo nella direzione che il governo ha aveva sempre indicato”. Tra le altre novità trapelate anche risorse per altri 5-6mila esodati, per un ammontare complessivo che sfiora i 130 milioni di euro.

Sanità tagli per 4,1 mld . Per i prossimi tre anni nel settore della sanità sarebbe previsto un taglio di oltre 4 miliardi: 4,150 mld frutto di tagli al Fondo sanitario nazionale e di risparmi sulla spesa farmaceutica e su quella sanitaria erogata dalle strutture private accreditate col Servizio sanitario nazionale. Nel dettaglio, la riduzione del livello del finanziamento del fondo sanitario nazionale è fissata in 500 milioni di euro per il 2014, 1.040 milioni per il 2015 e 1.110 milioni di euro a decorrere dal 2016 per un totale di 2,650 mld nel triennio 2014-2016. La rideterminazione dei tetti della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera (dall’11,35% all’11,3% e dal 3,5% al 3,3%) produrrà invece un effetto finanziario complessivo di 220 milioni di euro annui per un risparmio nel triennio di 660 mln. La riduzione dei tetti per le prestazioni di assistenza ospedaliera e specialistica acquistate dagli erogatori privati accreditati avrà infine un effetto finanziario di 280 milioni di euro l’anno pe un totale nel triennio di 840 mln.

Pensioni d’oro: contributo di solidarietà. La bozza della finanziaria prevede, a partire dal 1 gennaio 2014 e per un periodo di tre anni, per le pensioni complessivamente superiori a 100.000 euro lordi annui, un contributo di solidarietà pari al 5% della parte eccedente e fino a 150.000 euro, del 10% per la parte eccedente 150.000 euro e del 15% per la parte eccedente fino a 200.000 euro.

Rendite finanziarie. A partire dal prossimo anno l’aliquota applicata sulle rendite finanziarie passerà dal 20% al 22%. Inoltre è previsto anche l’incremento dell’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari, che passano dall’1,5 per mille all’1,65 per mille a partire dal prossimo anno.

Trise: Tassa su case e rifiuti. Prima era nota come ‘service tax’ ora si chiamerà invece Trise ed è la nuova tassa sulle case e sui rifiuti e sarà divisa in due componenti: la Tari e la Tasi. ”E’ istituito in tutti i comuni del territorio nazionale – si legge – un tributo sui servizi comunali, di seguito denominato Trise che si articola in due componenti: la prima, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento svolto in regime di privativa pubblica ai sensi della vigente normativa ambientale, di seguito denominata Tari; la seconda, a fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, di seguito denominata Tasi”.

PA: blocco contrattazione. Blocco della contrattazione nel pubblico impiego estesa a tutto il 2014. Lo prevede la bozza della legge di stabilità quando sancisce che all’articolo 9, comma 17, primo periodo, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole “relative al triennio 2010-2012”, sono sostituite dalle seguenti “relative al periodo 2010-2014”.

Pensioni oltre 3mila euro: stop rivalutazioni. Per il 2014 le pensioni complessivamente superiori a 6 volte il minimo, circa 3mila euro, non beneficieranno di alcuna rivalutazione. Rivalutazione piena, invece, per i trattamenti pensionistici pari o inferiori a tre volte il minimo. Al 90% invece per quelle superiori a tre volte il trattamento minimo Inps; al 75% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo Inps; al 50 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo Inps.

CIG. In arrivo 600 milioni di euro nel 2014 per la cig in deroga. L’autorizzazione di spesa, si legge nella bozza, ”è incrementata, per l’anno 2014, di 600 milioni di euro per essere destinata al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga”.

Deduzioni Irap fino a 15mila euro. E’ prevista la deduzioni Irap, fino ad un massimo di 15 mila euro a dipendente, per i nuovi assunti.

Sconti lavoro dipendente. Si studiano varie ipotesi per ridurre il peso del fisco sul lavoro dipendente. Nella bozza della legge di stabilità vengono infatti presentate due diverse proposte per aumentare le detrazioni Irpef ai lavoratori dipendenti. La prima comporterebbe, secondo alcune stime, un aumento dello sconto fiscale, per redditi fino a 15 mila euro, di circa 112 euro medi l’anno. Benefici che andrebbero a calare mano mano che il reddito aumenta fino a 55 mila euro. Per redditi pari a 35 mila euro, infatti, il vantaggio si ridurrebbe a 56 euro l’anno medi. Il costo per l’erario, in questo caso, ammonterebbe a 1,8 mld. Nella seconda ipotesi, invece, il bonus , sempre per redditi fino a 15 mila, si aggirerebbe intorno ai 221 euro l’anno.Anche qui il decalage farebbe diminuire il beneficio all’aumentare del reddito. Per una busta paga di 35 mila euro infatti le detrazioni aumenterebbero di solo 103 euro. L’operazione costerebbe allo Stato circa 2,2 miliardi.

Editoria. ”E’ istituito un fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria con dotazione di 50 milioni di euro per il 2014, 40 milioni di euro per il 2015 e 30 milioni di euro per il 2016”. Il fondo, la cui istituzione è  prevista all’articolo 9 della bozza, è destinato: ”all’incentivazione all’avvio di nuove imprese editoriali attribuendo 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016; al sostengo alle ristrutturazioni aziendali e agli ammortizzatori sociali attribuendo 30 milioni di euro per il 2014, 20 milioni di euro per il 2015 e 10 milioni di euro per il 2016”.

 

 

 

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