LEGGE MANCINO. Libertà di espressione, l’intervento di Ninni Petrella

Libertà di espressione, Ninni Petrella: “Accolgo con favore le parole di Vannacci. In una democrazia liberale le idee non si processano”

Sulla necessità di abolire la Legge Mancino espressa da Vannacci, interviene il Presidente del Movimento Politico “Partiamo da Qui” Ninni Petrella, invitando a distinguere la libera manifestazione del pensiero dalle condotte violente o concretamente lesive

L’Avvocato Ninni Petrella, presidente del Movimento Politico nazionale “Partiamo da Qui”, accoglie con interesse le parole di Roberto Vannacci contenute nel manifesto programmatico di Futuro Nazionale sulla necessità di abolire la Legge Mancino e di superare i cosiddetti “reati d’opinione”.

“Da liberale – dichiara Petrella – ritengo che la libertà di espressione debba rappresentare uno dei pilastri irrinunciabili di una società democratica. Le idee possono essere scomode, provocatorie, impopolari o anche profondamente sbagliate, ma non per questo devono diventare automaticamente materia di diritto penale”.

Secondo il presidente di Partiamo da Qui, occorre mantenere una distinzione netta tra la libera manifestazione del pensiero e le condotte concretamente lesive o violente.

“Difendere la libertà di parola – prosegue Petrella – non significa difendere la violenza, le minacce o l’istigazione concreta a commettere un reato. Significa, piuttosto, evitare che lo Stato possa punire un cittadino semplicemente per ciò che pensa o per un’opinione che qualcuno ritiene offensiva o inaccettabile. Una democrazia forte non ha paura delle idee. Le combatte con altre idee, con il confronto e con la capacità di convincere i cittadini. Il ricorso al diritto penale dovrebbe rappresentare l’ultima risorsa e riguardare comportamenti concretamente pericolosi o lesivi, non il semplice dissenso”.

Petrella sottolinea quindi l’importanza di aprire un confronto serio sulla normativa vigente.
“La proposta di Vannacci offre l’occasione per discutere senza tabù di un tema fondamentale: quanto può spingersi lo Stato nel limitare la libertà di espressione in una società libera? È una domanda che riguarda tutti, indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche. Non dobbiamo difendere soltanto le opinioni con cui siamo d’accordo. La vera prova della libertà è accettare che possano essere espresse anche idee che non condividiamo e che ci disturbano. Perché la libertà che vale soltanto per chi la pensa come noi non è libertà” conclude Petrella.
Valentina Di Salvo

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