Legge elettorale maggioritaria. Il Pd rilancia con il Rosatellum bis

Il Pd torna al ‘primo amore’, un sistema elettorale maggioritario. E sta sondando gli altri partiti, Forza Italia in primis, per verificare i numeri che una proposta alternativa all’attuale ‘Tedeschellum’ potrebbe incassare. Alla vigilia dell’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera, che si riunira’ oggi per decidere il da farsi e capire come procedere con i lavori sulla riforma elettorale, i dem hanno lavorato sotto traccia alla ricerca di una possibile intesa su un modello che prende il via dal Mattarellum, ma con le opportune modifiche per incontrare il favore di Silvio Berlusconi, da sempre contrario alla legge che porta il nome dell’attuale Capo dello Stato.

L’ipotesi e’ di riprendere in mano il Rosatellum, il testo base presentato in commissione lo scorso maggio dal Pd, ma poi accantonato per mancanza di numeri. Quel testo prevedeva il 50% di eletti in collegi uninominali e il restante 50% con il proporzionale, con una soglia di sbarramento al 5%. L’ipotesi a cui il Pd sta lavorando, in contatto con gli ‘ambasciatori’ e i tecnici della materia di Forza Italia, e’ di modificare le proporzioni, aumentando la percentuale di proporzionale, fino a un 60-65%, riducendo invece la parte di collegi uninominali al 40-35%. Si tratta, viene subito precisato da fonti Pd, di una ipotesi di lavoro, su cui si stanno ancora sondando le altre forze politiche. Ma che, a dire delle stessi fonti, potrebbe essere tradotta in un testo base da presentare in tempi brevi.

Anche se non dovesse essere ‘parlamentarizzata’ già oggi, in occasione dell’Ufficio di presidenza della prima commissione della Camera, la proposta del Pd per far ripartire il confronto sulla legge elettorale è definita: un Rosatellum rimodulato con un maggiore peso assegnato alla quota proporzionale rispetto al 50 e 50 dell’originale. ‘Il nostro sforzo sarà più unitario possibile’, ha spiegato Ettore Rosato.

I dem hanno già avviato i contatti con le altre forze e un quadro già c’è: il no di M5S è dato per scontato, come quello di Mdp. Del resto, Alfredo D’attorre ha già chiarito: ‘Siamo risolutamente contrari. Il Pd vuole solo fare saltare il banco’. L’obiettivo del Pd è quello di coagulare intorno alla nuova proposta innanzitutto la maggioranza di governo: nei contatti avuti con Ap non sarebbe arrivata una chiusura mentre Svp si è sempre detta a favore di una soluzione del genere.

  L’alternativa, ad oggi, sarebbe il Consultellum con tanto di lista unica. Lo ha sottolineato ancora Rosato: ‘Al di là delle parole di cortesia sul tedesco, mi pare che ognuno continui a mantenere le proprie riserve il che, insieme all’impossibilità di risolvere il problema dei collegi del Trentino, rende il percorso molto accidentato’.

 La nuova formula, che ricalcando una vecchia proposta Pd eviterebbe di dover riprendere l’iter parlamentare da capo assicurando così tempi contenuti, potrebbe anche non dispiacere a Giuliano Pisapia ed essere coerente con quel ‘mai contro il Pd’ che il leader di Cp ripete ormai da tempo.

Anche in questo caso, il capogruppo del Pd alla Camera è stato chiaro parlando della necessità di avere un centrosinistra che sappia lavorare unito. Faccio un appello a tutte le forze di centrosinistra: non bisogna cercare i nostri avversari tra noi, i nostri avversari sono la destra e i populisti, ha detto Rosato: ‘Teniamo una posizione responsabile nei confronti del Paese, la bussola del fare e evitiamo contrapposizioni inutili’.

A favore di un sistema maggioritario, oltre al Pd, si e’ da tempo schierata la Lega. Matteo Salvini ha garantito i voti del suo partito a un testo che prenda spunto dal Rosatellum anche senza l’appoggio di Forza Italia. Ma e’ proprio il partito di Silvio Berlusconi   starebbe iniziando a ragionare sulla possibilita’ di siglare un’intesa su un sistema che parte da quel modello ma che contenga una quota consistente di proporzionale.

Gli azzurri, pero’, sono divisi: c’e’ una grossa fetta di forzisti che spinge per il sistema tedesco, e che vede il premio di coalizione come giusto compromesso per avere la garanzia di governabilita’.

Nel Pd, viene spiegato, la strada del Rosatellum-bis potrebbe rappresentare la carta vincente per uscire dall’impasse in cui si e’ impantanata la legge elettorale. Ma per alcune fonti azzurre si tratterebbe solo di un ‘piano B’, da prendere in considerazione qualora il ‘Tedeschellum’ dovesse finire su un binario morto. Dentro la stessa Forza Italia, pero’, c’e’ chi sta lavorando per raggiungere l’intesa con il Pd. Ma nessun via libera e’ arrivato da Arcore: Berlusconi, viene ancora spiegato, e’ da sempre convinto che i collegi favoriscano i partiti piu’ radicati sul territorio, come Pd e Lega, e sfavoriscano invece proprio Forza Italia.

Per questo, l’unica ipotesi che sarebbe disposto a prendere in considerazione e’ un sistema che ha una forte quota di proporzionale e solo una parte residuale di collegi uninominali. Tanto che, riferiscono, la controproposta azzurra sarebbe di 30% collegi e 70% proporzionale. Il ritorno del maggioritario viene letto, soprattutto a sinistra, ma anche da alcune fonti della minoranza dem, come l’ennesimo tentativo dei renziani di creare diversivi che impediscano di avere una nuova legge elettorale: ‘Renzi sa bene che un sistema simile al Mattarellum non avrebbe la maggioranza dei voti. Ci ha gia’ provato con il Rosatellum, tentare di nuovo significa insabbiare tutto’, e’ il ragionamento che circola nei corridoi del palazzo.

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