Legge elettorale, ecco il Rosatellum bis

Il relatore alla legge elettorale, Emanuele Fiano (Pd), ha depositato in commissione Affari costituzionali della Camera il nuovo testo base, il cosiddetto Rosatellum 2.0, che prevede il 36% dei deputati eletti in collegi uninominali e il 64% con metodo proporzionale. Il testo è stato depositato anche al Senato dai dem Andrea Marcucci, Roberto Cociancich, Stefano Collina, Franco Mirabelli e Giorgio Pagliari.

Il Pd, come è noto, non è autosufficiente, osservano i 5 senatori,  quindi per andare avanti prima alla Camera e poi al Senato serve un accordo vero con altri gruppi parlamentari. Le critiche di M5S e Mdp arrivate in queste ore sono ingenerose. Non si può attaccare il Consultellum e poi impedire qualsiasi modifica.

Alfredo D’Attorre elenca i difetti del nuovo testo: ‘Crescono i nominati persino rispetto all’Italicum dal 60% al 67%. Le coalizioni sono finte, farlocche senza un programma comune né candidati premier comuni ma soltanto delle dichiarazioni di apparentamento. C’è poi l’insostenibile meccanismo del voto unico e altri pasticci come quello della soglia di sbarramento al 10 per i partiti coalizzati prevista per fare in modo che i partiti più grandi si prendano i voti di liste e listarelle coalizzate che non arrivano al 3 per cento’.

Ribatte Andrea Marcucci, primo firmatario del Rosatellum bis al Senato: ‘Mdp-Articolo 1 è come il signor No. Opposizione a tutto, anche quando servirebbe responsabilità’.

Sulla carta l’accordo politico è significativo: il Pd e i centristi della maggioranza con l’apporto di Forza Italia e Lega. Eppure tra gli stessi contraenti del patto non manca lo scetticismo. Il Pd assicura che il tentativo è serio. Ma il timore di imboscate in aula, nei voti segreti, non viene nascosto. ‘E’ l’ultima occasione. Ognuno si assume le proprie responsabilità’, osserva Ettore Rosato.

Per questo, aggiunge il capogruppo Pd, non penso ci saranno inciampi. Questa volta non c’è chi teme elezioni anticipate e, aggiunge il relatore Emanuele Fiano, il testo risponde alle critiche avanzate verso le precedenti proposte.  Insomma, dicono i dem, ci sarebbero tutti i presupposti per arrivare fino in fondo.

 I tempi dei lavori in commissione non dovrebbero nemmeno essere troppo lunghi. ‘Il testo depositato dal Pd è nuovo, ma non del tutto visto che riprende il Rosatellum. Non credo che ci vorrà tantissimo tempo per gli emendamenti’, ha detto  il presidente della Affari costituzionali, Andrea Mazziotti. Già oggi in commissione diverse forze politiche hanno avanzato la data del 4 ottobre come possibile approdo in Aula.
Questa è l’ultima occasione della legislatura, dice Rosato,  entro metà ottobre la legge potrebbe essere approvata.

Arriva il primo via libera di Forza Italia: ‘In commissione Affari costituzionali’, dice il presidente dei deputati di Fi, sarà depositato il testo base da parte del relatore del Pd Fiano e per quello che ne sappiano è un tentativo serio a cui Forza Italia dà un primo via libera. Aspettiamo di leggere ovviamente i contenuti e vedere il calendario ma noi pensiamo che questa nuova proposta possa essere presa in seria considerazione.

Mdp attacca sul ‘nuovo inciucio Renzi-Cav’, anche se Forza Italia si riserva di approfondire ancora alcuni aspetti del Rosatellum. Dice Francesco Paolo Sisto, capogruppo in commissione: ‘Ci sono dei dettagli importanti da approfondire, capire quanto la quota maggioritaria incide sul proporzionale. Ma lo facciamo con spirito costruttivo. Forza Italia vuole una legge parlamentare e non scritta dalla Corte costituzionale’.

Via libera anche dai centristi: ‘Siamo assolutamente soddisfatti che il Parlamento scommetta su una legge elettorale da lui scritta e non dalla Corte costituzionale. Credo che la possiamo approvare in tempi rapidi. Questa è l’ultima opportunità altrimenti andremo a votare con l’Italicum e il Consultellum’, dice Maurizio Lupi, capogruppo di Ap alla Camera.

M5s va all’attacco: ‘Faremo ricorso ma si schianteranno da soli.  Non ce la faranno ad approvare questa legge elettorale, andranno a schiantarsi da soli e a causa loro si andrà a votare con due leggi differenti’, sottolinea il deputato Cinquestelle in commissione affari costituzionali, Danilo Toninelli: ‘Questa legge è contro di noi perché avvantaggia le coalizioni che, tra l’altro, saranno variabili per consentire le ammucchiate multiple: così a Nord il Pd si allea con Pisapia e al Sud con Alfano. Questo è evidentemente incostituzionale’ osserva Toninelli che aggiunge: ‘Come abbiamo già fatto noi faremo ricorsi anche contro questa legge qua. Ma non penso comunque che riusciranno a farla: devono disegnare i collegi. Ce li vedete Renzi e Alfano che si mettono davanti alla cartina d’Italia a dividersi i comuni in base a quel voto in più che possono prendere? Non ce la faranno mai..’.

A gridare all’inciucio è Luigi Di Maio: ‘Stanno facendo una legge elettorale per fermare il M5s, in cui Fi e Pd si trovano perché stanno facendo un grande inciucio per arginare il nostro Movimento’,  dice il vicepresidente della Camera. Se prendi il 30% dei voti,  aggiunge, rischi di ottenere solo il 15% dei seggi. E’ un meccanismo collaudato per fermarci. Siamo ancora una volta di fronte al partito unico che si organizza contro di noi, perché ha paura. Con questa legge stanno cercando di fare perdere chi vince e vincere chi perde. Si mettono insieme per toglierci i voti.

 

 

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