Legge di Stabilità e pensioni

Con gli interventi sul sistema previdenziale inseriti in legge di Stabilità sottolineo che non viene depotenziata la riforma del sistema pensionistico, che lo rende uno dei più stabili e sostenibili d’Europa, sottolinea Padoan. Pur tuttavia l’indagine di Confesercenti e di Swg sui potenziali beneficiari delle misure di flessibilita’ e’ molto importante e tempestiva e conferma la tesi che non tutti i lavoratori potenzialmente coinvolti sono interessati a questa soluzione. Secondo il sondaggio soltanto il 49% accetterebbe un anticipo dell’uscita dal lavoro con penalizzazioni che riducano in modo permanente l’entita’ dell’assegno pensionistico. Di questo 49% soltanto il 2% lo farebbe senza condizioni e il 30% soltanto nel caso in cui il taglio non fosse superiore al 5%. Il restante 68% (sempre del 49%) accetterebbe un taglio dell’assegno pensionistico anche del 10-15%”. I risultati di questa indagine aiutano a definire l’entita’ delle coperture finanziarie che occorrerebbero nel caso in cui si adottasse per legge una misura di flessibilita’. La nostra proposta, afferma Cesare Damiano, prevede l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni con 35 di contributi e l’8% di penalizzazione. L’Inps l’ha valutata con un costo di 8 miliardi, una cifra, esagerata e sbagliata, perche’ considera l’intera platea dei potenziali beneficiari. L’indagine di Confesercenti, invece, indica un massimo del 49% di fruitori, il che significa costi dimezzati. Inoltre, bisogna considerare che non tutti i lavori sono uguali perché chi svolge attivita’ piu’ pesanti avra’ una maggiore propensione a lasciare il lavoro. E’ necessario adottare la flessibilita’ ed è un errore la scelta del Governo non averla gia’ inserita nella Stabilità. E’ cruciale che anche in prospettiva non ne venga indebolito l’assetto. La fase di ripresa dell’economia italiana si sta rafforzando, nonostante lo scenario internazionale sia divenuto negli ultimi mesi più complesso e Padoan lo ha sottolineato che il ritorno alla crescita consente di imprimere un’inversione alla traiettoria del debito. Dopo otto anni di aumento ininterrotto il rapporto tra debito pubblico e Pil scenderà dal 2016 ed è previsto in continuo calo negli anni successivi. Gli interventi previsti nella manovra vanno valutati nel loro insieme ed è un errore di prospettiva se si isolano singole misure senza tener conto del quadro organico. Padoan, ha spiegato la riduzioni fiscali introdotte dal 2014 per le famiglie, proseguite nel 2015 su Irap e che, dopo il taglio della tasi sulla prima casa, proseguirà nel 2016 e nel 2017 con la tassazione sulle imprese e sulle persone fisiche. Complessivamente la manovra di finanza pubblica dispone interventi per 28,7 miliardi nel primo anno, 32,4 nel 2017 e 30,3 nel 2018.  Poi rispondendo alla critica selettiva sulle singole misure: ‘Si può avere un giudizio negativo o positivo di questa legge di Stabilità, ma un giudizio che prenda in esame singole misure in modo isolato è un giudizio di per sé errato, distorto o quantomeno incompleto’. In attesa dell’esito dell’incontro tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e i governatori delle Regioni, e dopo i rilievi della Corte dei Conti e di Banca d’Italia, Padoan difende, in pratica, le scelte del governo: ‘Gli interventi strutturali stanno modificando alla radice la capacità competitiva del paese, imprimendo un’accelerazione a un processo di modernizzazione lungamente atteso e non più rinviabile. La manovra ha un segno inequivocabilmente espansivo, nei limiti concessi nelle regole europee. Le risorse necessarie a compensare i maggiori oneri per la finanza pubblica vengono reperite senza aumenti del prelievo fiscale su famiglie e imprese. Fa eccezione solo l’aumento del carico fiscale sui giochi, ha ribadito il ministro dell’Economia, spiegando che maggiori entrate, pari allo 0,12% del Pil nel 2015, sono attese dalla `voluntary disclosure´, ovvero dalla volontà del contribuente di sanare i propri debiti col fisco. La riforma del Catasto, prevista dalla delega fiscale ma non attuata dal governo, non è accantonata ma è all’ordine del giorno. La riforma del Catasto era prevista dalle raccomandazioni europee all’Italia.

Cocis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com